Filippo Ganna mette tutti in fila alla crono individuale di Torino che ha aperto la 104^ edizione del Giro d'Italia. E' lui la prima Maglia Rosa grazie ad una corsa perfetta in cui ha saputo addirittura migliorare nella parte finale di gara laddove tutti hanno pagato pressione e fatica. Il ritorno al successo nella sua specialità da parte del Campione del Mondo che ha superato uno stratosferico Edoardo Affini, giunto incredibilmente secondo in classifica dopo aver assaporato la vittoria di tappa.

Una cronometro che ha dato la misura delle condizioni dei vari corridori, tra chi doveva fare bene perché nella crono ha la sua specialità e chi doveva dimostrare di essere comunque in forma malgrado non digerisca molto le gare contro il tempo.

La vittoria è arrivata per uno dei grandissimi protagonisti attesi alla vigilia, il nostro Filippo Ganna, che corre per la Ineos Grenadiers che ha chiuso con un tempo importante, di 8′ 48″ per una media superiore ai 58 km/h. Dop oaver perso le ultime tre prove su crono, Ganna ha vestito così la prima festa personale con la Maglia Rosa del Giro n. 104, bissando il successo iniziale dell'anno scorso.

Al di là dei meriti di Ganna, Edoardo Affini è stato l'altro grande protagonista che non ti aspetti alla prima tappa, la crono individuale sul circuito di Torino che ha consegnato la prima Maglia Rosa del 2021. Non era tra i protagonisti della vigilia ma il corridore del team Jumbo-Visma ha sorpreso tutti, per primo il compagno di squadra, il norvegese Tobias Foss che aveva messo tutti in fila. Se da un lato, nessuno se lo aspettava dall'altro basterebbe guardare la carriera di Affini che poteva fare benissimo: nel 2014 è stato campione europeo in linea Juniores e nel 2018 si è laureato campione europeo a cronometro nella gara riservata agli Under 23, classificandosi terzo al campionato europeo a cronometro Elite nel 2019.

Per quanto riguarda gli uomini di classifica, e non specialisti delle crono, il migliore è stato il russo Vlasov che ha guadagnato 9″ su Formolo, 10″ su Sivakov, 13″ su Carthy e Bilbao, 14″ su Masnada, 16″ su Nibali, 17″ su Mollema, 28″ su Fabbro.