Yamal spiega a Henry il dribbling incomprensibile a velocità normale: non può avere 19 anni
No, Lamine Yamal non può avere davvero solo 19 anni. E non lo diciamo perché lo vediamo giocare ormai da tempo ad alto livello (ha esordito nella Liga a 15 anni e in Champions a 16), ma per la maturità che mostra con una continuità mostruosa. Maturità che non è solo tecnica – lì parliamo di un fenomeno epocale – ma anche tattica, nel sapere andare a prendersi gli spazi giusti per segnare e distribuire assist, e infine di conoscenza pura del gioco in tutte le sue sfaccettature, inclusa la conoscenza degli avversari. Una sapienza che è apparsa in tutta la sua luce nella chiacchierata fatta con Thierry Henry sugli schermi della ‘CBS', al termine del match di Champions League vinto in rimonta in casa del Galatasaray. Una partita in cui Yamal non ha segnato ma ha disegnato bellezza, portandosi a casa il premio di migliore in campo.
Il calciatore di origini marocchine e guineane è salito in cattedra all'inizio del secondo tempo, quando in tre minuti ha messo prima sulla testa di Fermin Lopez e poi sul piede di Gordon due palloni con la scritta "segna". La squadra di Flick è andata avanti 3-1 – dopo aver pareggiato con Cancelo l'iniziale vantaggio turco di Batrakov – e ha poi chiuso i conti col quarto gol di Adeyemi.
Il dribbling in rabona di Yamal non è stato casuale: la spiegazione colpisce ancora di più
Il secondo assist di Yamal a Gordon è stato preceduto da un dribbling in rabona che chi scrive ha dovuto rivedere un paio di volte per capire esattamente cosa avesse fatto il calciatore del Barcellona, qualcosa che a velocità normale appariva essere una magia non subito comprensibile. In seguito ha svelato il segreto di quel momento di genio, quando Henry gli ha chiesto il motivo della giocata. E la spiegazione di Lamine, fatta con parole sicure e senza tentennare, ha chiarito che studia il calcio, oltre a giocarlo. La sua non è stata una mossa casuale, ma una soluzione individuata in base alle tattiche difensive degli avversari.
"Ultimamente ho notato che i difensori spesso si buttano a terra quando arrivo sul fondo – ha spiegato Yamal, alludendo alla propensione degli avversari ad andare in scivolata per coprire il cross basso, credendo che lui metta subito il pallone in mezzo – Così ho visto un'opportunità e ho pensato di poterne approfittare. È una mossa più elegante e ha funzionato bene per me, quindi sono molto contento".
La rabona è dunque diventata in quel momento un modo per superare in astuzia un avversario – nella fattispecie il nazionale turco Eren Elmali – che si aspettava una mossa diversa. "Cerco sempre di usare le finte per creare spazio – ha aggiunto Yamal, rivolgendosi ad Henry – Sai benissimo che i difensori cercano sempre di chiuderti a riccio, e qualsiasi finta che crei spazio è salvavita".
I soli due assist, peraltro, pur decisivi per il risultato a favore del Barcellona, dicono solo una parte della prestazione dominante di Lamine: il 19enne (ebbene sì) ha creato sei occasioni da gol, il numero più alto tra tutti i giocatori blaugrana, illuminando Istanbul con una presenza scenica da Pallone d'Oro. Se non sarà quest'anno, sarà nei prossimi.