Paulo Fonseca non è tipo da nascondersi e dopo la conferenza stampa dai toni molto forti prima della gara di Europa League contro il Gent, ecco che il tecnico della Roma replica alla vigilia della sfida con il Lecce. I giallorossi non vincono in campionato da un mese la la vittoria nella gara di giovedì sembra aver regalato un po' di ossigeno e a chi gli chiede se sarebbe un fallimento nel caso la sua squadra non dovesse riuscire a giocare la Champions League risponde così:

Questa è una domanda alla quale seguirebbe una lunga risposta. Ma non sarebbe un fallimento. Questo è un anno zero per la Roma, dove abbiamo cambiato tutto. Mi ricordo che quando Klopp è arrivato al Liverpool, al primo anno è arrivato ottavo. La Lazio adesso è seconda ma sono anni che è allenata da Inzaghi, così come Gasperini con l'Atalanta. Non sarebbe un fallimento non andare in Champions. Ma io sono una persona positiva e penso di poter raggiungere l'obiettivo.

L'allenatore portoghese poi sposta il mirino sul Lecce, prossimo avversario, che sta attraversando un momento positivo: "Il Lecce è una squadra molto motivata. Viene da tre vittorie consecutive, è una squadra che gioca bene, costruisce bene il gioco e ha buoni giocatori. Sarà una partita difficile". 

Fonseca: Pellegrini? Non è nascondendolo che lo aiuto

In vista delle tante gare ravvicinate, Paulo Fonseca pensa al turnover e fa capire che la squadra deve ripartire dalle cose positive mostrate contro il Gent:

Possiamo cambiare due, tre, quattro giocatori per questa partita. Non abbiamo molto tempo per recuperare, è normale cambiare qualche giocatore per avere una squadra più fresca per il Lecce. Domani Kolarov giocherà. Per questa gara con il Lecce le sue caratteristiche sono importanti. Non è stato bene così come tutta la squadra. In questo momento dobbiamo pensare a quello che abbiamo fatto bene col Gent, agli aspetti positivi.

Infine l'allenatore del club giallorosso è molto chiaro sul momento di Lorenzo Pellegrini e si esprime così sul suo centrocampista:

Un allenatore deve sempre pensare se farlo riposare o metterlo subito in campo. Penso che Lorenzo deve capire cosa non ha fatto bene e perché non ha giocato bene. Ho parlato con lui per spiegargli proprio che non ha giocato bene. Io devo farlo giocare: è importante che io gli dimostri la mia fiducia, devo essere positivo. In questo momento non è nascondendo il giocatore che possiamo aiutarlo.