Mourinho: “Ho un rapporto speciale con quasi tutti i miei ex club, ma con il Tottenham no”
Dovunque è stato ha sempre saputo lasciare il segno, raccogliendo l'amore del pubblico, trofei e vittorie importanti. Dopotutto è difficile restare indifferenti a José Mourinho, un allenatore travolgente capace di unire tutti verso un obiettivo comune. In tutti i club in cui ha allenato si è creato un legame profondo con la piazza, capace di durare anche dopo il suo addio: Benfica, Porto, Chelsea, Inter, Manchester United, Tottenham Roma, Fenerbahce e per due volte il Real Madrid, una carriera di altissimo profilo che però gli ha regalato anche qualche delusione.
Al Corriere dello Sport lo Special One ha raccontato che ha sempre avuto una connessione speciale con tutte le squadre, tranne una. Al Tottenham non è mai scattato nulla a livello umano, sia per le difficoltà di un ambiente che negli ultimi anni ha mandato in crisi perfino i migliori allenatori, sia per il periodo del Covid che ha reso la situazione molto complessa privando il portoghese del calore umano e del sostegno del pubblico.
Mourinho chiarisce il rapporto con il Tottenham
È impossibile non restare affascinati da un allenatore come lui, eppure il suo carisma non sempre è riuscito ad aiutarlo. Mourinho ha raccontato di essersi sentito sempre a casa in tutte le esperienze, o meglio in quasi tutte. Al Tottenham c'era qualcosa di diverso che non gli ha permesso di essere completamente a suo agio: "Ho un rapporto speciale con praticamente tutti i miei ex club. Quasi tutti. Sono andato al Tottenham in periodo Covid: zero connessione umana, stadio quasi sempre vuoto, abbiamo giocato solo due o tre partite con il pubblico. Non c'erano i tifosi, non c'era interazione. Non ho quella connessione con gli Spurs".
Mourinho non è mai riuscito a stabilire un legame profondo nel nord di Londra, dove ha allenato per un anno e messo: è stato esonerato una settimana prima della finale di Coppa di Lega nel 2021, una tempistica che ha lasciato molto sorpresi i tifosi. Soltanto con il Tottenham non è mai scattato nulla, mentre nelle altre piazze ha sempre creato una connessione nonostante gli addii turbolenti: "Sono uscito sempre bene anche quando sono stato esonerato, non ho mai detto una parola negativa. Neanche con la Roma, non esiste una mia parola negativa contro la proprietà. Esco pulito anche quando può sembrare di no, sono una persona molto educata nei rapporti umani".
Cosa era successo a Londra
La storia con gli Spurs è stata breve ma piena di turbolenze. Il portoghese era arrivato sulla panchina nel 2019 per sostituire Pochettino, uno degli allenatori più amati in tempi recenti capace di costruire una grande squadra arrivata fino alla finale di Champions League pochi mesi prima del suo addio, persa poi con il Liverpool. Gran parte dell'avventura di Mourinho a Londra si è svolta durante il Covid che ha creato quella mancanza di contatti umani di cui ha raccontato nell'intervista: raccogliere il testimone dell'argentino in quel clima è stato complesso e, dopo un primo campionato tutto sommato soddisfacente, i risultati non sono arrivati.
Al primo anno ha portato il Tottenham dal 14esimo al sesto posto, qualificandosi per l'Europa League dalla quale è poi uscito agli ottavi nel 2021. La seconda stagione è stata difficile e l'esonero è arrivato appena sei giorni prima della finale di Coppa di Lega contro il Manchester City, una tempistica particolare che gli ha impedito di giocarsi il primo trofeo con gli Spurs che avrebbe potuto cambiare la sua avventura.