Modric durissimo dopo la sconfitta per 7-0 della Croazia: “Per la prima volta mi vergogno dopo una partita”
Ci sono sconfitte che fanno male e altre che segnano una frattura. Il 7-0 incassato dalla Croazia contro l'Inghilterra in Nations League appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una serata da dimenticare per la nazionale a scacchi, travolta davanti al proprio pubblico e incapace di opporre resistenza a una squadra che ha dominato dall'inizio alla fine.
A rendere ancora più pesante la debacle non è soltanto il risultato, ma il modo in cui è maturato. Il dato più preoccupante riguarda proprio l'atteggiamento perché la nazionale croata ha sempre fatto della lotta su ogni pallone uno dei propri marchi di fabbrica ma questa volta, però, è sembrato mancare persino quello. A sottolinearlo, al termine della partita, è stato Luka Modrić.
Modric: "Sono qui da vent’anni, ma è la prima volta che provo vergogna dopo una partita"
Il capitano non ha cercato scuse. Davanti ai microfoni ha parlato con la lucidità e la durezza di chi sa di trovarsi davanti a una serata completamente sbagliata. “È difficile trovare una spiegazione per una prestazione del genere”, ha esordito. Poi ha indicato senza mezzi termini ciò che è mancato alla squadra: “Abbiamo giocato una partita priva di duelli, falli, aggressività, coesione. Tutto quello che ci ha sempre contraddistinto è mancato”.
Parole che raccontano una crisi soprattutto caratteriale. La Croazia non ha mostrato quella capacità di soffrire e reagire che tante volte le aveva permesso di superare ostacoli apparentemente insormontabili. Una resa che, per Modrić, è ancora più difficile da accettare considerando il percorso costruito dalla nazionale negli ultimi vent'anni: “Sono qui da vent’anni, ma è la prima volta che provo vergogna dopo una partita. Si può perdere, ci sta, qualcuno può essere più forte di te, e al momento loro lo sono. Ma non è accettabile perdere in questo modo”.
Modric: "Sento proprio vergogna"
Il capitano riconosce dunque la superiorità dell'avversario, ma rifiuta l'idea che una nazionale come la Croazia possa arrendersi senza combattere. Perdere fa parte del calcio, rinunciare alla propria identità è un'altra cosa. Da qui nasce anche il riferimento alla reputazione costruita nel corso di una generazione straordinaria: “Sperperare così la reputazione che ci siamo costruiti è inaccettabile. Sento proprio vergogna”.
Il riferimento è a una squadra capace di raggiungere la finale del Mondiale 2018 e di trasformare la Croazia in una presenza stabile ai vertici del calcio internazionale. Una generazione guidata proprio da Modrić, diventato negli anni il simbolo di un movimento che ha saputo competere contro le grandi potenze del calcio mondiale.
Il 7-0, per questo, non può essere considerato soltanto una sconfitta pesante. È un campanello d'allarme che apre interrogativi sul futuro. La generazione dei protagonisti dell'ultimo decennio è ormai nella fase conclusiva del proprio percorso e il ricambio generazionale rappresenta una necessità sempre più evidente.
La domanda è inevitabile: si è trattato soltanto di una notte completamente sbagliata oppure siamo davanti al segnale della fine di un ciclo? Una risposta arriverà soltanto con il tempo. Una partita non può cancellare anni di risultati, ma una debacle di queste proporzioni non può nemmeno essere archiviata come un semplice incidente di percorso. Soprattutto perché a preoccupare non sono soltanto i sette gol subiti, ma l'assenza di una reazione.
La Croazia dovrà ripartire da questa ferita e capire quale identità vuole avere nel futuro. L'eredità lasciata da Modrić e dalla sua generazione è enorme. E proprio per questo le parole del capitano pesano quasi quanto il risultato: quando uno dei simboli della nazionale arriva a parlare di vergogna, significa che quella notte ha lasciato qualcosa di molto più profondo di una semplice sconfitta.