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Milan, vittoria e primato in Serie A col brivido VAR. Allegri muso a muso con l’arbitro: espulso

Il match si accende nel finale per un sospetto fallo di Pavlovic per il quale la Lazio chiede un rigore. Straordinaria parata del portiere nel primo tempo, la rete decisiva è del portgohese.
A cura di Maurizio De Santis
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Un'azione bella, pulita e il Milan la butta dentro. E quando serve, là dietro c'è Maignan che è in grande spolvero. Può bastare. È la sintesi perfetta della squadra di Allegri che batte la Lazio e allunga di "corto muso" in testa alla classifica di Serie A. Finisce in baruffa, con il tecnico rossonero espulso per le proteste prima di un sospetto rigore (poi non dato dopo on-field-review) per la Lazio. Ma finisce con l'urlo di San Siro quando l'arbitro spiega perché non è massima punizione (Pavlovic tocca la palla col braccio, fuori posizione, ma subisce fallo).

E va bene così per il Milan anche se in tutto il primo tempo non aveva mai calciato verso la porta: c'era scritto "zero" alla voce "tiri nello specchio". È stata sufficiente un'accelerazione nella ripresa per dare una senso a quella voce statistica che dice tutto e niente, una volta messi in tasca i tre punti. Nell'attesa che Roma e Napoli si "scornino" all'Olimpico, è il ‘diavolo' a metterci la coda, scappando via nella lunga corsa scudetto. Che lo riprendano subito oppure no, non è affar suo almeno per una notte, aspettando lo scontro diretto dell'Olimpico.

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Eppure la Lazio non è dispiaciuta affatto. anzi nel primo tempo ha avuto l'occasione più nitida per passare il vantaggio ma è andata a sbattere contro l'estremo difensore francese. Gila l'aveva vista in porta poi la mano grande del portiere francese è sbucata all'improvviso e l'ha smanacciata con la complicità della traversa. Provvidenziale l'intervento. Plastica la parata. Efficace il colpo di reni che gli permette di scattare come una molla alla sua destra. Concede una prodezza bis dopo il rigore neutralizzato nel derby. Il resto lo fa quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci.

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Bellissima l'azione che ha caratterizzato il vantaggio del Milan. Nasce e viene rifinita sulla corsia di destra: Saelemaekers serve Fofana che premia l'inserimento con terzo uomo di Tomori. L'ex Chelsea, che s'è spinto verso la linea di fondo, si prende qualche rischio battendo al volto e mettendo la palla forte in mezzo per Leao. Il portoghese è nel cuore dell'area della Lazio e a pochi metri da Provedel fa da sponda come può e sblocca l'incontro.

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Fofana croce e delizia. Il centrocampista è sicuramente tra i più positivi dell'incontro di San Siro. C'è la sua mano nella composizione della trama da cui scaturisce l'1-0 ma, allo stesso tempo, rovina tutto sul più bello quando in contropiede ha l'occasione per vibrare il colpo del ko e raddoppiare. Fa tutto bene: vede un varco e s'infila, corre palla al piede, scarta di lato appena arriva al limite dell'area, sta per calciare ma bisticcia in maniera clamorosa coi piedi e liscia il pallone. Pochi minuti e Allegri lo toglie dal campo puntando sulla fisicità di Loftus-Cheek. Leao va vicino al raddoppio, la Lazio tenta l'ultimo assalto con generosità ma non trova spazio. Vince Allegri, di corto muso. Ma vince. Ed è primo, da solo, col suo Milan.

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