Le amichevoli dell’Argentina (anche l’ultima partita di Leo Messi) stanno diventando una pagliacciata

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Sempre più spesso l’Argentina si ritrova ad affrontare nazionali africane nelle amichevoli e dietro le scelte dell’AFA ci sarebbe un piano controverso per contenere i costi.

A poche ore dalla partita d'addio di Leo Messi all'Argentina si solleva un polverone sulla nazionale e in particolare sulla gestione controversa delle partite amichevoli. In questa sosta l'Albiceleste ha giocato contro Bolivia, Burkina Faso e ospiterà il Benin nella gara in cui la Pulce dirà addio alla sua nazionale: una serie di partite abbastanza curiose, soprattutto per la scelta di puntare su federazioni africane di medio-basso livello come avversari perfino in un momento così sentito da parte di tifosi e giocatori.

Non è un caso, ma fa tutto parte di una strategia che mira massimizzare i ricavi da parte dell'AFA gestita da Claudio Tapia. Anche prima dei Mondiali la scelta degli avversari per le amichevoli era ricaduta su diverse squadra africane non di prima fascia, e tutte hanno lamentato un trattamento disdicevole da parte dell'Argentina che non avrebbe diviso gli incassi del botteghino e non avrebbe pagato i premi previsti ai calciatori, trasformando tutto il sistema delle amichevoli in una pagliacciata.

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L'Argentina ha affrontato il Burkina Faso nell'ultima amichevole

Perché l'Argentina sfida sempre nazionali africane

Prima dei Mondiali era toccato alla Mauritania, nella pausa di ottobre invece al Burkina Faso e prossimamente anche al Benin. Non sono avversari irresistibili per una nazionale che ha sfiorato il secondo trionfo consecutivo ai Mondiali e anche in campo i risultati sono scontati: le partite non intrattengono i tifosi e sono poco più che un allenamento a porte aperte, ma per la federazione tutto questo passa in secondo piano. L'Argentina sceglierebbe avversari di basso livello in modo da organizzare amichevoli a basso costo contro avversari che si accontentano di giocare una partita di prestigio contro Messi e compagni.

Il caso è stato sollevato dopo il 7-0 del Monumental contro il Burkina Faso. In campo è scesa una selezione dell'Under 23 perché la nazionale maggiore non ha mai lasciato il paese dopo le qualificazioni alla Coppa d'Africa. Sulla carta si parla di un problema al loro aereo, ma secondo Relevo ci sarebbero scontri sulle commissioni e sui premi da distribuire a federazioni e giocatori della prima squadra che non sono partiti, così per evitare una sanzione da parte della FIFA è stata mandata la giovanile. Un'assurdità che si ripete puntualmente e che coinvolgerà anche l'addio di Messi.

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Tapia ha studiato un sistema di amichevoli low cost

Il piano delle amichevoli low cost

Lo stesso schema si era ripetuto lo scorso marzo contro la Mauritania. La federazione africana non ha ricevuto premi, ma soltanto un forfettario per il soggiorno e per il viaggio che è stato rimborsato soltanto in parte dall'Argentina. I bonus che invece ricevono i giocatori non sono stati nemmeno discussi e in cambio la nazionale ha ricevuto soltanto la gratificazione di giocare contro i Campioni del Mondo in carica. Anche il Benin ha denunciato una situazione simile per la partita del 6 ottobre al Monumental che diventerà la grande festa per l'addio alla nazionale di Messi.

I giocatori sono arrivati in Argentina su un volo commerciale durato 25 ore con diversi scali: alcuni di loro si sono sentiti male, un membro dello staff è svenuto e tutti hanno lamentato un trattamento a dir poco offensivo. Gli è stato riservato un hotel che non aveva l'acqua calda in un piano, senza sauna, con una palestra formata da due tapis roulant e due cyclette e campi in sintetico su cui allenarsi. Con le nazionali europee impegnate nella Nations League la federazione argentina ha portato avanti il suo piano a costo estremamente ridotto, venuto fuori dopo le lamentele dei giocatori delle federazioni africane.

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