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Terremoto in Turchia e Siria

L’allenatore di Atsu è devastato dai sensi di colpa: gli ha fatto un discorso prima del terremoto

Volkan Demirel, allenatore di Atsu morto tra le macerie del terremoto in Turchia, non riesce a darsi pace. Con le sue scelte ha contribuito alla permanenza del ghanese, cambiando il suo destino.
A cura di Marco Beltrami
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Non c'è stato niente da fare per Christian Atsu. Il calciatore ghanese è una delle 45mila vittime del terremoto che ha sconvolto Turchia e Siria, con il suo corpo senza vita che è stato ritrovato oggi sotto le macerie del residence dove viveva crollato per le conseguenze delle violenti scosse. E pensare che il destino del centrocampista è cambiato in poche ore per quella che è una delle storie più atroci di questi giorni a dir poco difficili per il popolo turco. Sotto shock per la notizia della morte di Atsu il suo allenatore Volkan Demirel, che con le sue scelte ha contribuito alle ultime decisioni del ragazzo.

Mentre le spoglie di Atsu stanno facendo ritorno in Africa, in Turchia è forte il cordoglio per la sua scomparsa. La storia di questo 31enne calciatore ex di Chelsea, Everton e Newcastle e perno della nazionale ghanese è davvero particolare. Domenica Atsu ha giocato la sua ultima partita, vivendo il momento più felice della sua esperienza con l'Hatayspor. Gettato nella mischia della sfida contro il Gaziantepspor, a pochi minuti dal fischio finale, Atsu ha segnato il gol della vittoria con una velenosa conclusione su punizione.

Proprio per questo il ragazzo africano era stato festeggiato da tutta la squadra e in particolare dal tecnico Demirel che dopo il fischio finale si è unito alle celebrazioni prendendolo addirittura in braccio. E proprio l'ex portiere e grande gloria del calcio turco oggi è uno dei più colpiti dalla notizia del ritrovamento del cadavere del giocatore, come confermato dal suo tweet: "Non riesco a esprimere a parole la descrizione del mio dolore. Questo dolore non finirà mai. Sarai sempre ricordato con grande amore e rispetto. Possa tu riposare in paradiso, bella persona. Condoglianze a tutti noi e a tutti i nostri tifosi".

Demirel con la sua scelta di schierare Atsu infatti ha cambiato il destino del giocatore. Quest'ultimo sembrava deciso a lasciare la Turchia insoddisfatto del minutaggio, pronto ad una nuova esperienza. Per questo a quanto pare aveva già prenotato un volo per lasciare il Paese. Quanto accaduto però poi nella partita, e la chance concessagli dal tecnico e sfruttata, ha cambiato tutto.

Il direttore amministrativo del club Fatih Ilek ha raccontato: "Prima del terremoto, prima della partita con il Gaziantep FK, Christian Atsu ha detto all'allenatore che voleva giocare di più. Ha detto: ‘Posso andarmene se trovo una squadra?'. L'allenatore ha accettato questa richiesta. Stava per andare all'estero dalla sua famiglia. L'allenatore gli ha dato una chance nella partita col Kasımpaşa e Atsu ha giocato molto bene. Ha anche segnato il gol vittoria nel finale. C'era una così grande unità dopo la partita che l'abbraccio di Volkan e la sua gioia in campo e nello spogliatoio era evidente. Aveva un biglietto aereo, ma ci ha rinunciato perché ha giocato bene e ha segnato. Dopo l'entusiasmo che ha provato, ha detto ‘non vado, resto qui'.

Un racconto confermato anche da Demirel dopo la partita: "Christian Atsu ha lavorato sodo da quando siamo arrivati. Abbiamo giocato la partita di coppa e si è infortunato di nuovo. Ci ha mostrato che ora è pronto e che lo vuole davvero . Gli ho detto: ‘Se vuoi andare, puoi andare, ma se vuoi restare, avrai spazio nei miei piani". E questo discorso e il gol hanno poi paradossalmente fatto prendere purtroppo al giocatore una strada diversa.

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