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Guerra Ucraina-Russia

La FIFA apre al ritorno della Russia nelle competizioni calcistiche dal 2026: cosa può accadere

La FIFA lancia una competizione Under 15 aperta a tutte le federazioni, senza escludere la Russia. Un primo segnale di riapertura, ancora legato all’evoluzione della guerra in Ucraina.
A cura di Vito Lamorte
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La FIFA apre a un possibile ritorno graduale della Russia nel calcio internazionale a partire dal 2026, partendo dai settori giovanili. L’annuncio di una nuova competizione Under 15, aperta a tutte le federazioni affiliate, non esclude infatti la Federcalcio russa, che non è mai stata formalmente sospesa né dalla FIFA né dalla UEFA, a differenza dei club e delle nazionali maggiori.

Il torneo maschile Under 15 debutterà nel 2026, quello femminile nel 2027, e sarà accessibile a tutte le associazioni membri. Una scelta che rappresenta un primo segnale di distensione, pur restando legata all’evoluzione del conflitto in Ucraina.

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Gianni Infantino ha più volte ribadito il proprio sostegno alla partecipazione degli atleti russi, soprattutto dei più giovani, sottolineando il ruolo dello sport come spazio di neutralità, rispetto e speranza, al di là dei contesti politici.

La FIFA apre al ritorno della Russia dal 2026

La UEFA mantiene invece una linea più prudente: la riammissione delle squadre russe nelle competizioni europee è subordinata alla fine della guerra. Non a caso, nel 2023, la nazionale Under 17 russa fu esclusa dagli Europei di categoria dopo l’opposizione di diverse federazioni.

Tuttavia, anche a livello continentale e olimpico cresce la tendenza a favorire il reintegro dei giovani atleti, come dimostrano le recenti aperture del Comitato Olimpico Internazionale, che spinge per il ritorno alle competizioni giovanili sotto bandiera nazionale.

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In questo scenario di progressiva normalizzazione, la Bielorussia sembra avvantaggiata: il CIO ha indicato che non dovrebbe più subire restrizioni nell’organizzazione di eventi internazionali, mentre la Russia resterebbe ancora esclusa da questo aspetto.

Un percorso a due velocità, che conferma come il calcio e lo sport internazionale stiano cercando una via di rientro graduale per gli atleti, senza ignorare il contesto geopolitico che resta decisivo.

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