Alexander Ceferin non è affatto intenzionato a far passare in cavalleria il tentato ‘golpe' alle istituzioni calcistiche perpetrato dai club che hanno dato vita alla fallita Superlega. La parola "sanzioni" è la più usata nei discorsi che si fanno in questi giorni negli uffici dell'UEFA e secondo quanto svela ‘ESPN' potrebbero essere intraprese severe azioni disciplinari contro i club che si sono iscritti alla fantomatica competizione e devono ancora prenderne nettamente le distanze: si potrebbe arrivare alla punizione massima nell'ambito del percorso disciplinare dell'UEFA, che è una squalifica di due anni dalla Champions League o dall'Europa League.

Peraltro il pugno duro sarebbe l'extrema ratio di Ceferin, che preferirebbe risolvere la questione in maniera meno cruenta, ovvero con punizioni minori, ma si aspetta prima dei passi decisi di pentimento da parte dei club ‘ribelli'. L'UEFA ha infatti trascorso gli ultimi dieci giorni in fitte conversazioni con i 12 club, nel tentativo di concordare una sanzione minore in cambio di un impegno formale definitivo a non proseguire nel progetto della Superlega. L'accordo sarebbe stato raggiunto con sette club fino a questo momento: Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham. Anche l'Inter sarebbe vicina all'intesa, anche se al momento non è ancora stata raggiunta.

I restanti quattro club fondatori, ovvero Juventus, Milan, Real Madrid e Barcellona, hanno finora mantenuto le loro posizioni e potrebbero dunque dover affrontare il processo disciplinare dell'UEFA per aver violato l'articolo 51 dello statuto. Questi club ritengono peraltro di essere in una posizione di forza, poiché i documenti originali depositati presso UEFA e FIFA affermavano che la Superlega chiedeva "il permesso" di giocare la competizione ed il suo "riconoscimento" piuttosto che staccarsi dall'organizzazione. Secondo fonti vicine al gruppo, l'UEFA violerebbe un'ingiunzione emessa da un tribunale di Madrid se dovesse avviare un procedimento disciplinare.

È il motivo per cui il massimo ente calcistico europeo sta cercando di trovare un accordo in modo da evitare quella che sarebbe una lunga e sanguinosa battaglia legale qualora volesse andare dritta con la sua intenzione di punire pesantemente i club che ancora insistono a tenere in vita il progetto. Peraltro se 9 dei 12 club fondatori si ritirassero formalmente, allora – in base allo stesso statuto della Superlega – il progetto sarebbe ufficialmente terminato. All'UEFA basterebbe dunque convincerne altri 2 tra quelli ancora restii ad arrendersi, ovvero un altro club oltre all'Inter, per ottenere automaticamente la fine a tutti gli effetti della Superlega. Una lunga battaglia legale, soprattutto alla luce della sentenza del tribunale di Madrid, non è nell'interesse di nessuno.