Sei mesi. Tanto è durata l'esperienza di Kevin Prince-Boateng in Turchia: a 33 anni l'attaccante ghanese ha terminato l'esperienza al Besiktas, in prestito dalla Fiorentina con diritto di riscatto (non esercitato). In Viola era giunto con ben altre aspettative ma non è riuscito ad andare oltre la fatidica soglia temporale che negli ultimi tempi ne scandisce la permanenza in una squadra. L'operazione in uscita del club di Commisso nello scorso mercato di gennaio era stata conclusa sul fil di sirena considerato che il calciomercato in Turchia chiudeva alle ore alle 16 italiane e il TMS (acronimo di Transfer Matching System, ovvero la piattaforma online dove è necessario registrare i trasferimenti dei calciatori tra società) era stato perfezionato solo alle 15:59. In tempo limite per formalizzare la transazione.

Trasferimenti alla mano, in un anno e mezzo circa ha cambiato 4 squadre: nell'estate del 2018 passò dall'Eintracht Francoforte al Sassuolo; a gennaio 2019 il Barcellona lo volle perché aveva bisogno di "rincalzi di qualità" in rosa ma le cose in Catalogna sono andate malissimo e a giugno fa rientro in Emilia; è solo di passaggio perché nella sessione estiva i gigliati decidono di puntare su di lui e lo regalano a Montella. Boateng, però, proprio non trova pace: 15 presenze e 1 gol, il ribaltone in panchina, l'arrivo di Iachini ne segnano di fatto la fine dell'esperienza. Con il Besiktas una parentesi senza infamia e senza lode: tre reti in 11 presenze.

Adesso è rientrato alla base alla Fiorentina, dopo aver giocato nel quinto campionato differente in una carriera che lo ha portato a indossare ben tredici casacche differenti. L'ultima è stata quella del Besiktas, in coda (oltre alla Viola, al Barcellona e al Sassuolo) a Milan, Schalke 04, Las Palmas, Genoa, Eintracht Francoforte, Portsmouth, Tottenham, Borussia Dortmund, Hertha Berlino.