“Ho messo a soqquadro l’ufficio e ho buttato tutto a terra. Poi li ho fatti entrare”: Arteta al primo giorno all’Arsenal

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Mikel Arteta ha raccontato cosa ha fatto il primo giorno di lavoro all’Arsenal, 6 anni fa, distruggendo tutto: “Poi sono uscito dalla stanza e sono tornato due minuti dopo”.

Due giorni fa l'Arsenal ha annunciato il rinnovo di Mikel Arteta fino al 2030, gratificandolo con un robusto aumento di stipendio: il 44enne tecnico basco, che è a Londra dal 2019 e lo scorso anno ha dato il titolo della Premier League ai Gunners dopo 22 anni di digiuno, guadagnerà ora 25 milioni di sterline a stagione, ovvero 29 milioni e mezzo di euro, diventando così l'allenatore più pagato in Inghilterra. Allargando lo sguardo al calcio mondiale, il nuovo ingaggio, che migliora di parecchio quello precedente di 18 milioni di euro, colloca Arteta al secondo posto, appena dietro il Cholo Simeone all'Atletico Madrid e davanti a Simone Inzaghi, che all'Al-Hilal è al suo secondo anno di un contratto da 25 milioni.

L'ex centrocampista ha imposto fin da subito a Londra – oltre alla parte tecnica e tattica – la sua cultura del lavoro. Emblematico in tal senso quello che ha fatto al suo primo giorno all'Arsenal: una tabula rasa metaforica, distruggere quello che aveva trovato – e su cui gli avevano detto cose non belle – per ricostruire su nuove basi, chiamando tutti a dare una mano e assumersi le proprie responsabilità.

Il primo giorno di Arteta all'Arsenal: ha distrutto volutamente l'ufficio

Arteta è andato nella sala più grande del centro di allenamento, solitamente utilizzata come centro di formazione, e ha messo tutto a soqquadro: "Ho semplicemente distrutto l'ufficio e ho buttato tutto per terra: computer, portatili, cavi. Poi ho fatto entrare tutti. Ho detto: ‘Ascoltate, questo è quello che ho sentito. Non so se sia vero, ma molte persone diverse mi hanno espresso questa opinione sul lavorare in questa organizzazione. Sono qui per aiutarvi ad apprezzare la vostra professione, la vostra vita e la passione che condividiamo. Se volete che vi aiuti in questo, avete due minuti per chiarire la situazione ed essere almeno pronti a collaborare'. E me ne sono andato".

L'ex vice di Guardiola al City è uscito dalla stanza e ha chiuso la porta dietro di sé: "Quella avrebbe potuto essere la mia carriera da allenatore, perché se le cose fossero rimaste così, non avrei più avuto un lavoro! – ha raccontato ridendo a ‘The Athletic' – Sono tornato due minuti dopo ed era tutto perfetto. Tutti erano in silenzio, con gli occhi aperti, pronti ad ascoltare. Ho detto: ‘Questo è solo l'inizio. È qualcosa che dobbiamo fare ogni giorno. Qualunque cosa vogliamo realizzare, dobbiamo farla insieme. Non posso farcela da solo. Il problema che abbiamo è molto più profondo, ma le opportunità sono infinite'".

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Mikel Arteta col trofeo della Premier League vinto con l'Arsenal la scorsa stagione

Arteta sapeva che doveva mettere sulla stessa barca e rendere coesi tutti, dai proprietari allo staff ai giocatori, e conquistare i tifosi Gunners stanchi della mediocrità di una squadra che non vinceva da troppo tempo: "Ho detto: ‘Se riusciamo a unire questi elementi, possiamo creare un mostro'". Mikel ce l'ha fatta, portando a casa cinque titoli: oltre alla Premier, anche una Coppa d'Inghilterra e tre Community Shield, l'ultimo il 16 agosto battendo 3-0 il City.

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