Tra i giocatori rimasti ‘imprigionati' da un contratto e da un mancato accordo tra club c'è anche Edinson Cavani. Il trentaduenne attaccante uruguaiano, finito in panchina (e in tribuna) dopo l'arrivo a Parigi di Mauro Icardi, ha fatto di tutto per lasciare la Francia e volare in Spagna ma alla fine ha dovuto accettare il dietrofront dell'Atletico Madrid. La società di Enrique Cerezo, che aveva messo sul piatto 15 milioni di euro per il suo cartellino, si è infatti vista respingere l'offerta dal PSG che per il suo attaccante chiede tuttora ben 30 milioni: una cifra esorbitante per un giocatore in scadenza a giugno.

Il braccio di ferro tra le due società, ha dunque costretto l'Atletico a virare in extremis sul ritorno a Madrid di Carrasco, e il ‘Matador' all'esilio parigino almeno fino alla prossima estate quando da svincolato potrà decidere in piena autonomia il suo futuro. E proprio a giugno potrebbe tornare a farsi vivo il ‘Cholo' Simeone: tecnico che ha da sempre grande stima del bomber uruguagio.

La rabbia di Cavani…e della madre

Scaricato da Thomas Tuchel, che non lo ha convocato nemmeno per il recente impegno di Coppa di Francia con il Pau, squadra di terza divisione, Cavani dovrebbe dunque ripartire dalla Spagna dove firmerà un contratto biennale valido dal prossimo giugno. L'ex attaccante del Napoli, ormai calato nel ruolo di ‘separato in casa', dovrà quindi pazientare ancora qualche mese e ‘accontentarsi' del poco spazio che il tecnico parigino potrà (e vorrà) concedergli da qui alla fine della stagione dei campioni di Francia.

La situazione paradossale del ‘Matador', ha ovviamente coinvolto anche le persone più vicine a lui: "Mio figlio vuole giocare nell’Atletico, se non succederà adesso, succederà la prossima estate – ha commentato la madre Berta Gomez – Comprendiamo la loro posizione, ma non capiamo perchè vogliono che resti se poi lo mandano in campo solo per cinque minuti. Non lo stanno trattando bene considerando ciò che ha dato alla squadra nei sette anni in cui ha giocato per loro".