Se è vero che tre indizi fanno una prova, allora questa Roma può considerarsi ufficialmente in crisi. Non solo di risultati, ma anche di gioco e di obiettivi. Perché la sconfitta contro l'Atalanta arriva dopo quelle rimediate con Sassuolo e Bologna. Tre avversarie non ‘irresistibili' – fatta eccezione per gli orobici che, però, erano affrontati alla vigilia del ritorno in Champions e, quindi, anche distratti dalla coppa. Tre ko consecutivi che hanno frenato bruscamente la crescita giallorossa mettendo ad un crocevia Paulo Fonseca.

1 sola vittoria in tutto il 2020

E' vero, c'è una attenuante che è data dagli infortuni ad alcuni giocatori importanti come per Zaniolo e Diawara, ma è poco e riduttivo pensare che il vero motivo sia quello e null'altro. Dopo Natale, la roma si è inceppata: 5 sconfitte in campionato (Torino, Juventus, Sassuolo, Bologna e Atalanta), contro una sola vittoria, contro il Genoa, e un pareggio nel derby contro la Lazio. La media punti è pessima, sono solo 4  in 7 partite, che hanno fatto scivolare in basso i giallorossi in classifica, oggi ai margini della Zona Europa.

Fonseca peggio di Di Francesco

Erano anni che in casa Roma non si assaporavano tre insuccessi consecutivi. L'ultima volta risale alla stagione 2013/14 quando in panchina c'era un altro tecnico straniero, il francese Rudi Garcia (la Roma perse la 36a, la 37a e la 38a giornata).  Ma c'è di più per certificare lo stato di crisi attuale: rispetto ad un anno fa, questa Roma è riuscita a fare di peggio. Il povero Di Francesco, cacciato in malo modo dopo uno storico quarto di finale in Champions League, a questo punto dell'anno era messo meglio di Fonseca. La Roma si giocava gli ottavi di finale in Europa e in classifica vantava due punti in più. Elementi che evidenziano l'involuzione del progetto giallorosso, apparso a Bergamo già chiuso ancor prima di sbocciare.