C'è un clima caldissimo attorno all'Inter, con Antonio Conte che ha preteso a fine match un confronto diretto negli spogliatoi con i suoi giocatori e con presente l'ad Marotta per spiegarsi i motivi di una sconfitta per alcuni versi assurda. La sconfitta di San Siro, la prima post Covid, è infatti arrivata nel modo peggiore: contro un avversario sicuramente abbordabile (il Bologna) e in vantaggio di un gol (segnato dal solito incredibile Lukaku) e di giocatori in campo (espulso Soriano).

Poi, il black-out generale che ha permesso ai rossoblù di Mihajlovic non solo di agganciare i nerazzurri ma di superarli di slancio, con una doppia sberla Juwara-Barrow che ha steso Conte e i suoi giocatori. Dura rialzarsi, perché questo ko significa addio a speranze tricolori con la Juventus oramai scappata e più che avanti l'Inter deve guardarsi indietro, dal ritorno veemente dell'Atalanta che scalpita per prendersi il terzo posto.

A fine gara, delusione mista a rabbia per Conte che però ha anche delle colpe precise sulle scelte fatte in campo. Se non per l'11 iniziale almeno per i cambi, soprattutto con le tempistiche sbagliate senza mai riuscire a dare la giusta scossa alla squadra quando la partita lo richiedeva. Così, adesso c'è solo da recriminare e guardare avanti perché questo campionato non lascia spazio per piangersi addosso. Anche perché subito dopo il match c'è stato un serrato confronto nello spogliatoio con i giocatori, presente anche Marotta, per cercare di dare subito un giro di vite ad un ambiente che rischia di rovinare tutto ciò che di buono fin qui ha costruito.

Il confronto è avvenuto prima del consueto giro di interviste post partita da parte del tecnico nerazzurro. Una scelta fatta dallo stesso Conte che ha preteso di ascoltare i propri giocatori sui motivi del bruciante ko di San Siro che ha pregiudicato la corsa tricolore. L'Inter al momento è a – 11 dalla Juventus capolista e rischia di perdere il terzo posto, con l'Atalanta oramai ad un passo.