6 Ottobre 2021
19:55

“Costretto a vaccinarmi, spero di stare bene da qui a 10 anni”: Wiggins l’ha fatto solo per i soldi

Andrew Wiggins ha salvato la sua stagione NBA e le chance di fare strada nei playoff dei Golden State Warriors, accettando di farsi inoculare il vaccino anti Covid. Il 26enne cestista canadese sembrava fermissimo sulla sua posizione, poi ha pensato ai soldi che avrebbe perso: più di 10 milioni.
A cura di Paolo Fiorenza

Alla fine Andrew Wiggins ha ceduto – dopo settimane di pressioni della dirigenza dei Golden State Warriors, ma anche dei suoi compagni – ed ha accettato di ricevere la vaccinazione anti Covid. In questo modo il 26enne canadese, prima scelta assoluta del draft NBA nel 2014, potrà giocare le partite casalinghe della sua squadra, visto che per entrare nel Chase Center, l'arena dei Warriors a San Francisco, è appunto richiesto di essere vaccinati, chiunque tu sia, come previsto da un'ordinanza della città della California.

Una decisione sofferta a dire poco, dopo che il giocatore si era vista respinta la richiesta di esenzione dal vaccino per asseriti – e ritenuti pretestuosi – motivi religiosi: a quel punto la scelta era tra restare senza immunità e giocare solo le gare in trasferta, rinunciando di fatto a metà del suo stipendio annuale (oltre 27 milioni di euro per il 2021/22) , oppure sottoporsi all'iniezione. Ha dunque prevalso il portafogli, come peraltro fa capire senza giri di parole lo stesso giocatore ex Minnesota Timberwolves.

"Le uniche opzioni erano farsi vaccinare o non giocare nella NBA – ha dichiarato Wiggins – È stata una decisione difficile. Si spera che funzioni a lungo termine e da qui a 10 anni io sia ancora in salute. È bello giocare, ma farsi vaccinare sarà qualcosa che rimarrà nella mia mente per molto tempo. Non è qualcosa che volevo fare, ma sono stato costretto a farlo".

Wiggins ha detto di aver ricevuto il vaccino monodose Johnson & Johnson, aggiungendo che è l'unico nella sua famiglia ad essere vaccinato. Nella scorsa stagione l'ala dei Warriors ha fatto registrare una media di 18,6 punti, 4,9 rimbalzi e 2,4 assist in 71 partite, accreditandosi come possibile mattone futuro della rinascita della squadra di Steph Curry, dopo il doppio shock dell'addio di Kevin Durant e del grave infortunio di Klay Thompson, quest'ultimo ormai prossimo al rientro.

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