Lacrime e gioia. Il finale della tappa pugliese della staffetta "Obiettivo tricolore" è stato agrodolce. A Santa Maria di Leuca, nel Salento, mancava Alex Zanardi. Lui, promotore del progetto "Obiettivo 3" – per avvicinare allo sport persone con disabilità e con la missione di portare tre atleti alle parti paralimpiadi di Tokyo – adesso giace nel letto d'ospedale a Siena per il grave incidente in cui è rimasto coinvolto non più tardi di una settimana fa.

"Impresa compiuta per Alex". Amici e atleti (paralimpici e non) hanno mantenuto la parola data: avevano promesso che avrebbero portato a termine il percorso lungo lo Stivale anche in onore di Zanardi e lo hanno fatto con grande orgoglio e altrettanta emozione. Ecco perché l'ultimo tratto dell'evento sportivo è stato vissuto in maniera speciale da chi era sulla strada e da chi era fermo al traguardo per applaudire anche l'ex pilota. Lui non c'era, al momento è impegnato in una gara più importante, ma era come vederlo lì, spuntare all'orizzonte fino a passare con le braccia al cielo come gli era capitato altre volte.

Lo spettacolo doveva continuare anche per dare un messaggio di speranza e soprattutto per testimoniare la vicinanza a tutta la famiglia Zanardi, in ansia per l'evoluzione del quadro clinico e in attesa delle decisioni dello staff medico che valuterà la reazione del campione una volta terminata la fase di sedazione indotta.

Le condizioni di Zanardi sono stabili ma critiche. La sua vita resta appesa a un filo e la prossima settimana potrebbe essere decisiva anche per valutare l'entità dei danni riportati in seguito al trauma violento provocato dall'impatto con un camion. Dal 19 giugno a oggi sembra trascorsa un'eternità: su quel lembo di strada nella Val d'Orcia [nei pressi di Siena la vita è cambiata di colpo. E quella handbike capovolta, danneggiata è  l'immagine della tragedia e del dolore che resta scolpito nella mente.