Si poteva fare qualcosa per evitare il drammatico incidente che ha ridotto Alex Zanardi in fin di vita? Se lo chiede l'Italia intera, dopo aver assistito alle prime ricostruzioni e a tutti gli aggiornamenti dall'ospedale di Siena, dove il campione bolognese è ricoverato in terapia intensiva e in coma farmacologico. Tra le tante domande che si sono fatti tutti gli sportivi e tutti coloro che vogliono bene al campione bolognese, c'è anche quella legata al passaggio del camion su quella strada provinciale proprio mentre sfilavano Alex e gli altri concorrenti della staffetta benefica.

Le risposte è chiamata a darle la Procura di Siena, che ha aperto un'indagine su ciò che è successo venerdì pomeriggio: Procura che ha sequestrato il camion e l'handbike di Zanardi e che, come ‘atto dovuto', ha anche ipotizzato per il camionista il reato di ‘lesioni gravi o gravissime da incidente stradale'. In attesa degli aggiornamenti sulle condizioni del campione bolognese, che dovrebbero arrivare nelle prossime ore dallo staff medico dell'ospedale, gli inquirenti hanno preso atto delle dichiarazioni spontanee del 44enne alla guida del camion (rilasciate ai carabinieri della compagnia di Montepulciano), della sua negatività all’alcoltest e della mancata presenza di sostanze stupefacenti nel sangue.

Questura, Carabinieri e Comune non sapevano nulla della gara

Le indagini, che stanno procedendo anche grazie ad un video amatoriale girato da un giornalista freelance, stanno inoltre cercando di fare luce sull'accaduto attraverso le dichiarazioni degli organizzatori della staffetta. Gli interrogatori, che potrebbero rivelare agli inquirenti ulteriori dettagli importanti, sono inoltre fondamentali per capire se dovranno essere iscritte altre persone nel registro degli indagati. La gara alla quale stava partecipando Zanardi, ribattezzata ‘Staffetta', nonostante fosse patrocinata e promossa dalla Federazione Ciclistica Italiana, non aveva alcuna connotazione giuridica di gara e nemmeno di manifestazione cicloturistica. Del passaggio dei concorrenti di ‘Obiettivo Tricolore', questura e comando provinciale dei Carabinieri non sapevano nulla e lo stesso comune di Pienza non aveva avuto nessuna notizia in merito: "Non abbiamo mai ricevuto comunicazione ufficiale di eventi o manifestazioni sportive sul nostro territorio – ha spiegato il sindaco di Pienza, Manolo Garosi, in un post comparso sui social – Ci era stato comunicato solamente via Facebook che si sarebbe tenuto un saluto istituzionale in piazza. Ma poi ci hanno anche successivamente comunicato sempre, tramite Fb, l’annullamento per motivi di ritardo sulla tabella di marcia della manifestazione".