"Non lo lascio solo". Poche e lapidarie le parole di Daniela Manni, la moglie di Alex Zanardi, ricoverato da venerdì pomeriggio all'interno dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Lei, sua team manager e compagna di vita, è stata accanto a lui fin dai primissimi istanti dopo l'incidente, quando le condizioni del campione bolognese erano apparse immediatamente gravi.

Lo chiamava e lo abbracciava, poi si sono parlati. "Qualcosa Alex le ha detto", ha spiegato Gianni Fratarcangeli, del settore tecnico della Nazionale Paralimpica, a Repubblica. Si sono parlati per qualche istante, con Zanardi che era lucido e rispondeva. "Ma io non ho avuto il coraggio di avvicinarmi, sono rimasto a distanza", ha aggiunto Fratarcangeli. Poi la corsa in ospedale, e anche lì Daniela è stata al suo fianco nel lungo via vai fatto di corridoi, reparti, la stanza della terapia intensiva. Visibilmente sotto shock, ma lucida anche lei. Tanto da sottolineare ai medici di fare tutto il possibile per salvarlo, purché vi fosse almeno una speranza e non accanimento terapeutico.

L'ansia per le condizioni di Alex Zanardi

Solo quando i medici l'hanno rassicurata, la donna si è seduta ed ha iniziato l'attesa. Un intervento di tre ore, poi finalmente la barella con Alex Zanardi è uscita dalla sala operatoria ed è stata portata in degenza. Lei sempre al suo fianco, incessantemente, come fa dal 1989, quando si sono conosciuti: lei, Daniela Manni, team manager della squadra di Formula 3 in cui correva Alex Zanardi. Fu subito amore: nel 1996 il matrimonio, nel 1998 il primogenito Niccolò. Nel 2001 il primo grande dramma: l'incidente in corsa che gli costò l'amputazione delle gambe e gli provocò sette infarti. Poi la ripresa, la nuova vita come sportivo. Fino al tragico pomeriggio di venerdì 19 giugno scorso, e la nuova battaglia. Sempre con Daniela al suo fianco.