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Olimpiadi Parigi 2024

Come funziona il piano Reider per riportare Jacobs in forma per le Olimpiadi di Parigi

Come sta il campione olimpico? La prestazione nella gara dei 100 metri di Jacksonville è incoraggiante. Jacobs s’è affidato a Rana Reider che ha approntato per lui una tabella di lavoro personalizzata.
A cura di Maurizio De Santis
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La gara di Jacksonville (in Florida) serviva a capire a che punto fosse il piano di recupero di Marcell Jacobs. La prestazione complessiva (secondo posto con il tempo di 10″11, al netto di pasticci nel cronometraggio) e la progressione mostrata sui 100 metri hanno responso positivo. Il campione olimpico c'è, non ha ottenuto un risultato esaltante (lontano dal 9″80 che lo incoronò a Tokyo) ma la corsa nel meeting della East Coast Relays era un collaudo per capire a che punto è la condizione dell'atleta e se sta funzionando il lavoro in vista delle Olimpiadi di Parigi.

C'è un dato che testimonia le impressiono più incoraggianti: ai 60 metri lo sprinter azzurro era in sesta posizione, agli 80 aveva guadagnato abbastanza metri per piazzarsi accanto a De Grasse, tanto da tagliare il traguardo con lo stesso tempo del canadese. Il fotofinish ha attributo a quest'ultimo la vittoria ma quanto emerso è la conferma che l'italiano sta tornando. Poco alla volta ma la cura del nuovo coach, Rana Reider, sembra dare gli effetti sperati. Anche le parole dello stesso Jacobs, condivise sui social attraverso Instagram, spingono in quella direzione.

"Finalmente la stagione ha avuto inizio! Che bello tornare a gareggiare… Ammetto che ero un po' teso e avevo tante incognite ma è stata un ottima gara – ha scritto -. La parte più importante era rompere il ghiaccio e verificare come l’allenamento stava andando. Non ho mai scaricato per questa gara, era parte della settimana di allenamento e questo vale ancora di più! Come sempre grazie per il vostro caloroso supporto. E solo l’inizio di una grande stagione. Ora testa e cuore ai mondiali di staffette. Vi voglio bene".

Al Tumbleweed Track Club tutto è programmato in base a una tabella di marcia che ha una data cerchiata in rosso sul calendario: fine luglio, quando scatteranno i Giochi in Francia. Lì Jacobs andrà in pista da detentore del titolo e dovrà essere al top per resistere alla concorrenza e alla pressione mediatica che s'è ritrovato addosso da quando ha riscritto la storia nel Sol Levante.

Nei giorni scorsi era stato proprio Jacobs a postare un video nel quale si mostrava impegnato a correre su un tapis roulant ipertecnologico, con tanto di maschera per respirare ossigeno arricchito così da agevolare il recupero dopo esercizi molto intensi, faticosi portando al limite massimo forza e resistenza. In pista, poi, ci sono le fotocellule piazzate dal coach che servono a raccogliere abbastanza dati da analizzare come sta andando l'allenamento e, più ancora, come sta lo sprinter.

"Abbiamo anzitutto voluto capire le cause di alcune lesioni di Jacobs – disse Reider in un'intervista a Repubblica -. Il mio obiettivo era costruire un diverso tono muscolare, ecco perché il volume dei carichi è cresciuto. È cambiato anche l'allenamento con i pesi e abbiamo sfruttato una macchina che si chiama Sprint 1080 (fornisce una serie parametri dalla potenza alla velocità dell'atleta) per far sì che il corpo dei Marcell divenisse via via più veloce, forte, potente".

Il Mondiale delle staffette alle Bahamas, il 4 e 5 maggio, è il prossimo appuntamento in calendario. Poi Jacobs tornerà in Italia e avrà Reider sempre al suo fianco per gli allenamenti a Rieti a partire dal 16 maggio. Il conto alla rovescia verso Parigi è iniziato.

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