Si è fatto un gran parlare in queste ultime settimane dell’articolo di Francesca Borri, pubblicato sul sito della Columbia Journalism Review, in cui la freelance italiana denunciava le difficoltà, specialmente per le nuove generazioni, di svolgere lavori come quello di giornalista, fotoreporter, videomaker.

Molti editor, in special modo italiani, sentendosi chiamati in causa hanno risposto a quell’articolo scatenando un dibattito internazionale che ha superato di gran lunga il perimetro del giornalismo cosiddetto “di guerra”, a cui la Borri si riferiva, e spostando il discorso su molte professioni legate alla scrittura, all’audiovisivo, al web. La cosa che più ci ha affascinato di questa disputa, e che spiega questa breve introduzione, è che la stragrande maggioranza delle risposte, pur condividendo il discorso di fondo della Borri (rincorsa sfrenata al sensazionalismo, guerra tra poveri scatenata dalle testate e dagli editori, necessità di compressione estrema dei costi), suggerivano come possibile soluzione quella di fare gruppo.

Proprio così, aggiornare le dinamiche lavoratore-azienda ridefinendo la geometria delle relazioni professionali. In altre parole, piuttosto che farsi la “guerra”, un freelance contro l’altro o tentare carriere individuali difficilmente realizzabili, meglio unirsi mettendo insieme diverse competenze (scrittura, fotografia, videomaking, ad esempio) e proporre “pacchetti chiusi”, con un’idea forte a monte e un target specifico a valle. Non sarà certo la panacea di tutti i mali ma almeno si possono schivare le frustranti collaborazioni “senza impegno”. E poi, non per essere troppo durkheimaniani, ormai è evidente che la parola d’ordine dei nostri tempi è "solidarietà".

Tutto questo cosa c’entra con Spleen Spot e Oltrecielo? C’entra e come poiché il motivo fondamentale del successo di questo progetto, “Coinvolgere i ragazzi delle scuole superiori di Napoli nella realizzazione di cinque pubblicità progresso per sensibilizzare i cittadini verso temi legati al senso civico e alla legalità”, risponde esattamente a queste linee guida. Lavoro di squadra, autoimprenditorialità, criteri di professionalità e competenza, fini didattici o solidali: insomma, un’idea che ricalca le rinnovate esigenze di un mercato altrimenti impenetrabile. Ma spieghiamo meglio di cosa si tratta.

I membri dell’associazione Oltrecielo.com, una compagine eterogenea di giovani professionisti (da videomaker a fonici, sceneggiatori, pubblicisti, grafici e web designer),  hanno proposto all’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, attraverso il bando “Il Clan degli Artisti”, la possibilità di realizzare un contest che coinvolgesse tutti gli studenti degli istituti superiori di Napoli. L’obiettivo era di selezionarne dieci, uno per ogni Municipalità, in modo da avere una rappresentanza simbolica dell’intero tessuto sociale cittadino. Agli studenti è stato chiesto di raccontare attraverso un video o una foto delle situazioni di palese illegalità o al contrario di virtù civica, riscontrabili nei singoli contesti di appartenenza: dai quartieri più svantaggiati a quelli più ricchi. Il tutto attraverso la pagina facebook “spleenspot”.

Una volta raccolti i progetti, il team di Oltrecielo si è impegnato nella selezione di dieci idee. I vincitori (Roberta Amato, Pietro Alessandro Crisalide, Danilo Rigliaco, Giorgiangela Simeone, Giusy Troiano, Paola Napolitano, Paola Masciarelli, Simone Esposito, Alessio Balzamo) sono così diventati protagonisti di Spleen Spot.

La prima fase dei lavori, svolta con il sostegno della Mediateca di Santa Sofia, ha riguardato la formazione: una serie di lezioni teoriche su come trasformare un’idea in un racconto, come scrivere una sceneggiatura, quali attrezzature utilizzare per realizzare un prodotto audiovisivo, quali sono le figure professionali che compongono una troupe. In seguito le dieci idee sono state accorpate in cinque script da realizzare insieme ai ragazzi: “La città è la tua casa” sul rispetto per l’ambiente, “Fette di torta” incentrato sulle disuguaglianze sociali, “Una vita al telefono” che riflette sull’uso eccessivo dei cellulari, “Il mozzicone equilibrista” che parla dell’inquinamento del mare e “Come state per un dolcetto” sul rispetto verso il prossimo.

Una volta realizzato il piano di lavorazione e create le rispettive troupe il lavoro si è spostato dall’aula al set. Ed è così che, per la prima volta, i dieci ragazzi vincitori del contest hanno potuto calcare un vero set cinematografico realizzando attivamente gli spot, ora disponibili sul sito www.oltrecielo.com e sul canale youtube “Spleen Spot”. Ad eccezione dell’ultimo che uscirà nel corso delle prossime settimane. Buona visione!