Lilli Gruber risponde a Mentana: “La7 anti-TeleMeloni? Lo pensa lui, il mio interlocutore è Cairo”
La stagione regolare di La7 è ripartita quasi interamente e dal 14 settembre tornerà anche Otto e Mezzo, con Lilli Gruber pronta a una stagione che porterà dritti alle elezioni del 2027. Nel frattempo la solidità di La7 pare poter essere messa in discussione dal possibile addio di Enrico Mentana, che di recente ha lasciato intendere attraverso alcune affermazioni di non riconoscersi nella linea della rete, che ha definito anti-TeleMeloni.
Parole sulle quali si attendeva, prima o poi, un commento proprio di Lilli Gruber, forse principale testimonial della linea intrapresa da La7 negli ultimi anni. Ma Gruber, che ha parlato nelle scorse ore al Corriere della Sera, non sposa la posizione di Mentana, che commenta in modo netto, se pure senza toni polemici: "La7 tele-antiMeloni? È solo l’opinione di Mentana. Il mio interlocutore a La7 è l’editore Urbano Cairo".
Il futuro di Mentana lontano da La7?
Parole che suonano come chi intende prendere le distanze da una polemica interna che potrebbe rivelarsi scivolosa, soprattutto perché non è chiaro quale sarà il futuro di Enrico Mentana, che potrebbe lasciare la guida del Tg La7 dopo 16 anni, essendo in scadenza il suo contratto il prossimo dicembre. Su di lui e sul suo avvenire si rincorrono molte voci e indiscrezioni, come quella del progetto di un canale all news costruito su di lui dal gruppo Gedi, così come le ipotesi dei ritorno a Mediaset o in Rai. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato su Fanpage che, in assenza di certezze, La7 avrebbe iniziato a lavorare all'ipotesi di un addio di Mentana, con il nome di Antonio Di Bella in pole position per sostituirlo.
Lilli Gruber: "La Rai va liberata dai partiti"
Intanto Lilli Gruber non sembra essersi esposta in modo troppo muscolare, ma resta da capire cosa ne pensino gli altri volti di punta della rete indirettamente contestati da Mentana, da Formigli a Floris, che pure ripartiranno questa settimana con le edizioni regolari di Piazzapulita e DiMartedì. Tutti volti ex Rai, di cui Gruber ha parlato proprio nell'intervista al Corriere: "Per me, che insieme a tanti colleghi ho fatto per anni una battaglia per liberare la Rai dall’ingerenza indebita dei partiti, resta la priorità. Perché è l’unica possibilità di salvare quello che rimane un patrimonio del Paese".