Leonardo Maria Del Vecchio dopo l’incidente in Ferrari a Otto e Mezzo: “Non ho fatto omissione di soccorso”

Leonardo Maria Del Vecchio ospite a Otto e Mezzo parla a ruota libera e non usa giri di parole quando Lilli Gruber gli chiede un giudizio sul governo Meloni. "Mi piace l'Italia di questi tre anni e mezzo di governo. Se non mi fossi sentito stabile di investire in Italia non lo avrei fatto, questa stabilità è anche parte del lavoro del governo", risponde il presidente di Lmdv Capital durante la sua apparizione a Otto e mezzo su La7.
Le parole di Del Vecchio sull'incidente in Ferrari
Una dichiarazione politica esplicita, che l'erede del patron di Luxottica accompagna con una precisazione sul suo profilo elettorale: "Ho votato per entrambi, ho votato Renzi e ho votato Meloni". Le sue parole arrivano in un periodo a dir poco "complesso". Dall'incidente in Ferrari alle voci, in questi giorni confermate, dell'acquisizione della maggioranza delle quote di Editoriale nazionale, il gruppo che edita Il Giornale, Il Tempo e Libero.
E proprio sull'incidente in Ferrari, Del Vecchio dice: "Dopo essermi accertato dell'arrivo dei soccorsi, per non fare omissione di soccorso, ho chiamato l'autista perché aspettasse la polizia che dopo un'ora e mezza non era ancora arrivata e io avevo un impegno di lavoro, non per mettersi alla guida"
La strategia nell'editoria: "I giornali non sono occhiali"
Il passaggio più significativo dell'intervista riguarda la sua scommessa sull'informazione. "Sono sempre dalla parte dell'informazione libera. Ho sempre rispettato il DNA delle aziende, altrimenti significherebbe snaturarle", spiega Del Vecchio, tracciando una linea netta tra il suo approccio imprenditoriale nel settore degli occhiali e quello nell'editoria. "Giornali e editoria non sono paragonabili a occhiali e frigoriferi, ma gruppi editoriali importanti lo sono diventati grazie al loro DNA, alle firme e ai loro giornalisti", aggiunge, rispondendo implicitamente a chi teme ingerenze sulla linea editoriale delle testate acquisite.
Sulla mancata acquisizione di Gedi, Del Vecchio mantiene un tono diplomatico: "Nel libero mercato un venditore ha libertà di scegliere il suo acquirente. Elkann ha preso la sua decisione". Però tiene a precisare la cronologia degli eventi: "Il mio cuore sta dalla parte di un'informazione libera e del pluralismo, ma pochi sanno che tutto è iniziato proprio con la trattativa per Il Giornale. L'offerta a Gedi è stata successiva, in un percorso prestabilito un anno prima".
Il progetto di una media company e il futuro televisivo
"Voglio costruire una media company", dichiara senza mezzi termini Del Vecchio. "Sto costruendo il resto dei pilastri, ci sono delle trattative in corso di cui non posso parlare, ma è lì che voglio arrivare, a una media company". L'obiettivo è ambizioso: "Voglio creare un'agenzia media che possa unire talent, strategic marketing e media".
Quanto alla possibilità di acquistare una televisione, l'imprenditore frena ma non esclude: "Mi è sempre stato detto che corro troppo, ma prima di fare un ulteriore passo come comprare una televisione è meglio aspettare, dato che non sono ancora entrato formalmente nell'editoria".
La motivazione dietro questa scelta imprenditoriale rivela una preoccupazione generazionale: "Credo molto nell'informazione vera. Ho notato che le nuove generazioni traggono soluzioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno le informazioni da firme autorevoli e non da tiktoker".
Il nodo della successione
Sulla complessa successione dell'impero Del Vecchio, Leonardo Maria prova a fare chiarezza: "Io ho accettato in maniera nuda e cruda l'eredità di mio padre, bisogna chiederlo agli altri che hanno chiesto il beneficio d'inventario perché non ci siamo messi d'accordo". Il confronto con la successione Berlusconi è inevitabile: "La differenza di età e la lontananza dei nuclei familiari, sono tre, e il più grande aveva 70 anni e il più giovane nemmeno 20 quando tutto è iniziato, rendono le cose più complesse".