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Il video di Serena Bortone che si dice antifascista diventa virale: “È il motivo per cui sono libera”

Un botta e risposta tra Serena Bortone, conduttrice di Che sarà…, e l’avvocata Bernardini De Pace sull’importanza di dirsi antifascisti è diventato virale.
A cura di Francesco Raiola
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Durante una puntata di Che sarà… la trasmissione condotta da Serena Bortone su Rai3 la giornalista e conduttrice ha difeso l'uso del termine antifascista mentre dibatteva, tra gli altri, con l'avvocata Annamaria Bernardini de Pace, mentre in studio c'erano, tra gli altri, Salvo Sottile, Antonio Padellaro, Elena Stancanelli e Valerio Lundini. Durante una discussione su quanto successo nei giorni scorsi a Roma per la celebrazione di Acca Larentia, dove un migliaio di persone si è riunito per ricordare la strage del 78 e come ogni anno lo hanno ricordato facendo il saluto romano al grido di "Presente", Bortone aveva provato a dire quanto "la parola antifascista dovrebbe essere unificante". Il video dello spezzone della trasmissione ha cominciato a circolare in rete ed è diventato virale, anche perché le parole della giornalista sono state dette sulla tv di Stato mentre il partito di maggioranza del Governo è accusato di non avere tagliato completamente i ponti con i nostalgici del Ventennio.

A quel punto è cominciato un botta e risposta proprio tra Bortone e Bernardini de Pace che, invece, trovava superfluo usare ancora quei termini: "Basta fascisti e antifascisti, c'è la Democrazia, il fascismo è stato sconfitto quindi basta" ha detto l'avvocata in collegamento quando la conduttrice le ha risposto che c'è la democrazia anche perché "il fascismo è stato sconfitto". "Perché bisogna continuare a tirare fuori questo argomento" continua Bernardini De Pace: "Io di mio non ne parlerei, se poi ci sono 1000 persone che alzano il braccio teso, purtroppo, funziona così" e poi, rispondendo all'obiezione che fossero solo 1000 persone su una popolazione di 60 milioni Bortone ha chiosato: "Beh, io mi ci indigno ancora".

"Ci sono anche gli assassini" insiste l'avvocata che in tutta risposta ottiene la replica della conduttrice che spiega che, però, gli assassini vengono condannati, moralmente oltre che giuridicamente: "Se loro esaltano il fascismo e fanno apologia sono condannati anche loro, se uno fa finta di essere assassino non viene condannato, se uno fa finta di essere fascista quando il fascista non c'è non può essere condannato" risponde a sua volta Bernardini De Pace. A quel punto Bortone ha chiuso la discussione spiegando proprio che la libertà che le riconosceva Bernardini De Pace derivava proprio al suo essere antifascista: "Io sono libera proprio perché sono antifascista e sono fiera di esserlo".

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