Fabrizio Moro: “Baudo mi salvò quando facevo il cameriere e non avevo una casa discografica”

Fabrizio Moro è stato ospite di Francesca Fialdini a ‘Da noi… a ruota libera' su Rai1. Il cantautore ha parlato in lungo e in largo della sua carriera, spaziando dagli esordi giovanili alla conoscenza salvifica di Pippo Baudo, fino alla sua esperienza più recente, quella di Canzonissima, dove è presenza fissa ogni sabato sera.
Moro, che ha vinto due volte a Sanremo, prima tra le nuove proposte e poi in coppia con Ermal Meta, rilegge il suo percorso a ritroso, partendo dagli inizi: "Ho cominciato con una chitarra trovata in cantina, era di mio cugino, aveva solo tre corde. Avevo 8 anni, ma con quella sognavo il palco, mi rendeva un ragazzino felice". Proprio per questa ragione, ha raccontato che tra i suoi desideri c'è quello di creare una scuola per giovani musicisti: "Mi è venuta voglia di aprire una scuola di musica e dedicare parte della mia esistenza a quella fiamma che oggi si sta spegnendo", aggiunge Moro.
Un desiderio, quello di creare un percorso per chi inizia a fare musica oggi, legato anche a una considerazione sul panorama discografico attuale: "Oggi la musica, soprattutto quella autorale, sta morendo perché se non hai i numeri alle spalle non sei nessuno, anche se magari hai scritto un capolavoro. I direttori artistici oggi non ti si filano di pezza se non hai certi risultati".
Poi Moro ha parlato di un personaggio che gli ha svoltato la carriera, Pippo Baudo: "Mi ha salvato. Era uno che se ne fregava: se una cosa gli piaceva, non ce n’era per nessuno, andava dritto per la sua strada. Era un uomo forte e mi ha trasmesso il coraggio. Mi ha preso quando ancora facevo il cameriere e non gliene è importato niente che non avessi una casa discografica".
Nel corso della puntata, Moro ha inoltre incontrato Giorgina, ragazza che ha interpretato il brano ‘Pensa' nel linguaggio dei segni. Colpito dall'esibizione, il cantautore ha dichiarato: "Voglio farla venire a Roma, al mio concerto. Ci inventiamo una cosa da fare insieme". Infine, un commento sulla sua esperienza a Canzonissima, dove si sta raccontando di settimana in settimana, senza il timore di toccare anche i momenti più difficili della carriera: "Ci stiamo divertendo tutti, sembra di essere tornati a scuola. Però, quando finisco di cantare, non riesco mai a essere lucido di fronte ai giudizi, ho paura di parlare. Vorrei andare dritto in camerino: in quei momenti sono in trance, è la parte del lavoro che odio di più".