“Nick Reiner non è colpevole”: le parole dell’ex avvocato, la difesa potrebbe puntare sull’infermità mentale

Nick Reiner, figlio di Rob e Michele Reiner accusato dell'omicidio dei genitori consumatosi a Los Angeles lo scorso 14 dicembre, si trova attualmente senza un avvocato a difenderlo. Intanto, si fa strada l'ipotesi che i farmaci assunti nel corso della nuova terapia farmacologica dal 32enne, affetto di schizofrenia, non abbiano dato i risultati sperati.
Perché Alan Jackson ha rinunciato all'incarico
La stampa americana riporta la notizia riguardante la rinuncia del mandato da parte dell'avvocato penalista che si occupava della difesa di Nick Reiner, un nome piuttosto noto nell'ambiente hollywoodiano, ovvero Alan Jackson. Costui ha però dichiarato di non ritenere colpevole il suo ex assistito dell'omicidio dei genitori. Il legale, dopo l'udienza dello scorso 7 gennaio rinviata al 23 febbraio, durante la quale non sono mancate proteste nei confronti del 32enne per il quale fuori l'aula di tribunale alcuni inneggiavano alla pena di morte, ha formalmente rinunciato al suo incarico che, d'altra parte, aveva già definito piuttosto delicato subito dopo l'accusa formale da parte della polizia di Los Angeles. È pur vero che Jackson ha dichiarato di abbandonare la difesa di Reiner non per sua volontà, non sarebbe da escludere che i fratelli dell'accusato non abbiano voluto sostenere le spese legali.
L'ipotesi della nuova cura farmacologica e la scia dell'infermità mentale
Una nuova ricostruzione dei fatti è stata proposta da TMZ, che ha curato un documentario in cui si fa avanti l'ipotesi che tra le cause dell'omicidio possa esserci stato un recente cambio della terapia farmacologica che Reiner seguiva per contrastare il suo disturbo schizoaffettivo, che gli era stato diagnosticato cinque anni fa. Secondo le fonti della testata americana, un mese prima che si consumasse l'omicidio, i medici che seguivano il 32enne gli avrebbero cambiato la cura, scombussolando il suo già precario equilibrio. Sembrerebbe che Rob Reiner e sua moglie si fossero accorti di questo cambiamento e si fossero allarmati. Ed è proprio su questo punto, sull'infermità mentale, che potrebbe puntare il difensore d'ufficio Kimberly Greene.