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Grave malore per il giornalista Roberto Arditti: ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva

Roberto Arditti è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Camillo di Roma dopo un arresto cardiaco. Nelle scorse ore, l’annuncio di Tiziana Panella su La7: “Siamo tutti senza parole, ci stringiamo ai suoi familiari”.
A cura di Sara Leombruno
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Il giornalista Roberto Arditti è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo di Roma in terapia intensiva dopo un arresto cardiaco. Le sue condizioni sono estremamente gravi. Nelle scorse ore, era stata diffusa la notizia della sua morte in diretta su La7 da Tiziana Panella, conduttrice di Tagadà: "Siamo tutti senza parole, perché è una notizia ci coglie di sorpresa, ci stringiamo ai suoi familiari, doveva essere nostro ospite domani", le parole. È attualmente in coma cerebrale.

La famiglia smentisce la notizia della morte

Nelle scorse ore era erroneamente stata diffusa la notizia della morte di Roberto Arditti, data in diretta su La7 e confermata dalle principali agenzie di stampa italiane. La famiglia, quindi, è intervenuta per chiedere alla stampa di smentire: Arditti sarebbe in coma cerebrale dopo aver accusato un malore. È stata constatata la morte cerebrale.

Chi è Roberto Arditti, ex direttore de Il Tempo e autore di Porta a Porta

Nato a Lodi nel 1965 e laureatosi alla Bocconi di Milano, aveva festeggiato da poco i 60 anni, portando avanti una carriera che lo ha visto protagonista in Rai, nella carta stampata e nel mondo della politica. Era stato, infatti, direttore del quotidiano Il Tempo e autore di Porta a Porta, oltre che portavoce dell'ex ministro Claudio Scajola.

Il percorso di Arditti inizia lontano dalle redazioni, nelle istituzioni: tra il 1987 e il 1992 lavora nel gabinetto del Presidente del Senato, Giovanni Spadolini. Successivamente, il passaggio definitivo ai media: per cinque anni guida le news di RTL 102.5, diventando una delle voci storiche del network con il programma "L’indignato speciale". La sua capacità di leggere l'attualità lo porta poi su Rai 1, dove entra nella squadra di Porta a Porta come autore al fianco di Bruno Vespa. Tra il 2008 e il 2010 arriva la sfida della carta stampata con la direzione del quotidiano Il Tempo, testata con cui ha continuato a collaborare come editorialista fino agli ultimi giorni.

Arditti è stato anche un abile stratega della comunicazione pubblica. Durante il secondo governo Berlusconi, ha ricoperto il ruolo di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola. La sua competenza lo ha portato a gestire grandi dossier internazionali, culminando nella nomina a direttore della comunicazione e delle relazioni esterne per Expo 2015, la manifestazione che ha rilanciato l’immagine di Milano nel mondo.

Roberto Arditti all’EXPO 2015
Roberto Arditti all’EXPO 2015

Negli ultimi anni, oltre a ricoprire il ruolo di direttore editoriale per le testate di Formiche e Airpress, si era dedicato anche alla saggistica. Recentemente aveva pubblicato "Hard Power" e il volume "Piumini e catene. Storie di maranza", scritto a quattro mani con Alessio Gallicola. Rilevante anche il suo contributo accademico: all'Università IULM di Milano ha ricoperto il ruolo di docente per il Laboratorio di Giornalismo.

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