Il FantaSanremo prima che esistesse, da Vasco a Troisi e Madonna: tutti i bonus e malus del passato

E se il Fantasanremo fosse sempre esistito? Se avessimo potuto assegnare punti a Vasco che abbandona il palco, a Stevie Wonder eliminato in tre minuti, alla spallina più famosa degli anni ’80, a un clarinetto… che non era solo un clarinetto? E ancora: rinunce d’autore, doppie vittorie impossibili, nomi di cantanti trasformati in titoli di canzoni, conferenze stampa più esplosive delle finali. Sanremo è sempre stato un gioco. Solo che non gli avevamo ancora dato un regolamento. Oggi, a poche ore dall'inizio di Sanremo 2026, lo facciamo noi. Bonus. Malus. Memoria corta. Memoria lunghissima. Benvenuti nel Fantasanremo… prima del Fantasanremo.
I bonus e malus del passato di Sanremo
Tanti i casi del passato in cui la realtà sanremese è stata sconvolta da imprevisti, situazioni passate agli annali che oggi si ricordano solo nelle enciclopedie del festival, ma che se venissero applicate all'attualità rappresenterebbero situazioni di puro gusto per i creatori e gli appassionati del gioco che ha cambiato sensibilmente il modo di approcciarsi a Sanremo negli ultimi anni.
Da Stevie Wonder a Ultimo
I bonus malus del passato riguardano i nomi più disparati e qui ne elenchiamo solo alcuni, da Massimo Troisi che rifiutò di salire sul palco per la censura sui temi da trattare (se stai pensando al no di Pucci senza un motivo del 2026 siamo nella stessa squadra), passando per quella volta in cui una star internazionale del calibro di Stevie Wonder partecipò in gara e fu eliminato dopo tre minuti. E ancora il caso di Ultimo e della sua furia in conferenza stampa, o quella canzone di Renzo Arbore che rappresenta uno dei primi esempi di canzoni a doppio senso della storia di Sanremo in grado di conquistare un secondo posto.
Scavando nel passato di Sanremo troviamo molti esempi di ciò che è stato virale prima ancora che il concetto di viralità esistesse. E noi, qui, ripercorriamo dieci momenti che andrebbero ricordati per questo.