Uccise la figlia di 21 mesi: accoltellata in carcere da due detenute
Kathryn Smith, la "mamma killer" che ha ucciso sua figlia, è stata accoltellata in carcere, dove sta scontando una condanna all'ergastolo: stando a quanto riportano le cronache la donna è stata ferita al volto, sembra in modo non grave, da due detenute mentre altre dieci assistevano alla scena controllando che nessun secondino si avvicinasse. A quanto pare la 23enne è stata accoltellata mentre percorreva una scalinata nel penitenziario in cui è rinchiusa, in una zona non coperta da telecamere a circuito chiuso. L'attacco avrebbe lasciato Kathryn Smith con una profonda ferita sulla guancia e potrebbe rappresentare un'ulteriore punizione inferta dalle detenute a una donna che si è macchiata dell'atroce delitto di aver ucciso la figlia di soli 21 mesi.
Kathryn Smith è stata giudicata colpevole dell'omicidio dal tribunale di Birmingham: era il primo maggio del 2014 quando ferì gravemente, fino a ucciderla, la piccola Ayeeshia Jane. La donna era già stata posta sotto l'attenzione dei servizi sociali: sua figlia era infatti stata data in affidamento a un'altra famiglia per un breve periodo nel 2013, prima che venisse restituita alla custodia di sua madre. Le indagini rivelarono che sul corpo della bimba vennero inferte ferite gravissime, in un primo momento apparentemente attribuibili a un incidente d'auto. Fu il compagno Kathryn ad accusarla del delitto: "Trattava malissimo Ayeeshia: a volte sembrava che quella bimba fosse una cosa non voluta, un inconveniente. Una volta mi chiamò e mi disse se volessi comprare sua figlia: aveva bisogno di marijuana e voleva pagarla così. Quale genitore dice una cosa del genere riguardo a suo figlio?".