Ha picchiato e scosso la sua bambina di soli 8 mesi fino a fracassarle il cranio. Per questo Jayden Straight, 19enne dell'Iowa, Stati Uniti, è stato condannato a 100 anni di carcere. I fatti si sono svolti quando lui era ancora minorenne, aveva 17 anni, era il luglio del 2018 e si trovava nella sua casa di Des Moines: la piccola Raija, che la madre aveva lasciato alle cure del compagno per andare a fare delle commissioni, venne portata in ospedale al Mercy Medical Center con gravi ferite ed inutili si rivelarono i tentativi dei medici di salvarla. In particolare, la bambina aveva riportato lesioni multiple al cranio e alle costole. I sanitari non ebbero dubbio, il decesso della bimba doveva necessariamente ascriversi ad un attacco deliberato, era impossibile che fosse frutto di un incidente.

Il ragazzo, che dopo i fatti prima si diede alla fuga e poi si consegnò lui stesso alle forze dell'ordine, è stato condannato in secondo grado a 50 anni di carcere per l'omicidio della figlia, a cui se ne aggiungono altri 50 per le accuse di lesioni intenzionali e minacce. La bisnonna di Raija ha detto alla stampa locale: "Non dimenticherò mai quando ho visto il viso di questa bambina e quello che mi ha portato negli otto mesi della sua vita. Non riuscirò mai a spiegare l’emozione di tenerla in braccio, ridere con lei e poterla coccolare". Una cugina ha invece aperto una pagina su GoFundMe dove ha scritto: "Raija  ha cercato di combattere per la vita, ma le sue ferite erano troppo gravi.  In un mondo perfetto mia cugina avrebbe preso sua figlia dopo il lavoro e avrebbe continuato a vivere con la sua bellissima e felice bambina".