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Tetto dei migranti a scuola e burqa: la Destra è già in campagna elettorale

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Tra burqa, stranieri nelle classi delle scuole italiane, congressi straordinari, nomignoli affibbiati ai leader di altri partiti e attacchi diretti, possiamo dire che è iniziata ufficialmente la campagna elettorale.

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A dare la linea su questo è sicuramente Giorgia Meloni che dal palco di Fenix, la festa della giovanile di Fratelli d'Italia, ha promesso un tetto massimo ai ragazzi e alle ragazze straniere nelle classi italiane e il divieto del burqa nelle scuole. Sono due proposte che Fratelli d'Italia aveva portato avanti in passato e che oggi, sulla spinta di Vannacci, vengono riproposte all'inizio di quella che sarà una lunga campagna elettorale; non sappiamo quando si voterà con esattezza, ma sappiamo che lo scontro è iniziato.

Le criticità del tetto scolastico e il nodo della remigrazione

Sulla proposta del tetto massimo di studenti stranieri, sarà davvero difficile applicarla e probabilmente l'idea di Meloni è quella di cercare uno scontro con il mondo della scuola. Anche dopo quello che è successo nei giorni scorsi, quando una professoressa è stata accoltellata, salvata da uno studente modello congolese, ma nonostante questo ha rivendicato il suo sostegno alla remigrazione di Vannacci.

L'associazione dei dirigenti scolastici italiani ha già detto che se l'obiettivo è sostenere la didattica, la sua realizzazione è difficilissima perché l'accettazione avviene sulla base della residenza territoriale e non si può privare i ragazzi di un diritto fondamentale. Qui dovremmo aprire una questione sui quartieri dormitorio e sui ghetti che in questi anni si sono creati ai margini delle città: se l'idea di gestione di queste aree è esclusivamente repressiva, il fallimento è certo. Senza l'accesso ai servizi non può esserci integrazione.

Da Roma a Pontida, il nuovo nemico è il burqa

Anche il tema del burqa e del niqab è tornato al centro delle polemiche politiche italiane. Giorgia Meloni ha detto che verrà vietato, ma anche la Lega di Matteo Salvini ha inscenato sul palco di Pontida una performance con le cosiddette femministe della destra radicale di Némésis, un collettivo vicinissimo ai gruppi di estrema destra neofascisti nato in Francia che, anche se totalmente marginale, è presente pure in Italia. Sono salite sul palco con il burqa e hanno invitato il pubblico di Pontida a urlare "toglilo, toglilo, toglilo".

La laicità dello Stato: il modello francese

Questo è un tema che viene approcciato da diversi paesi in diversi modi: le proposte di Fratelli d'Italia e della Lega servono per impedire la presunta islamizzazione dell'Italia, mentre in Francia il divieto vige ormai da anni in nome della laicità dello Stato, cosa ben diversa. Infatti, se da una parte si vuole vietare uno dei simboli dell'Islam, dall'altra c'è l'enfatizzazione della religione cattolica, insegnata fin dalla scuola dell'infanzia (a bambini di 3 anni), oltre alla presenza dei crocifissi nelle classi.

Se l'idea è la salvaguardia della laicità dello Stato, allora apriamo un dibattito pubblico per la rimozione di tutti i simboli religiosi dai luoghi pubblici e istituzionali. Se invece la battaglia politica è fatta solo per solleticare la pancia dell'elettorato di destra e cercare di recuperare qualche voto a Vannacci, è l'ennesimo passo per sprofondare verso un abisso politico di cui non si vede la fine.

Salvini dal palco di Pontida ha annunciato anche un congresso straordinario della Lega, una mossa contro la corrente del Nord che sta facendo pressione nel partito a partire da Fontana, Fedriga, Zaia e Fugatti, che chiedono un ritorno alle origini, alla Lega Nord.

Meloni scegli Schlein mentre Conte attacca

Poi ci sono gli attacchi politici e quelli personali: sempre Giorgia Meloni dal palco di Fenix ha attaccato direttamente Elly Schlein dicendo che "non sa fare i conti" parlando dei fondi all'università, scegliendo di fatto la sua avversaria. Per le prossime elezioni, infatti, Conte non viene quasi mai citato; Meloni, partendo in vantaggio, vuole scegliersi il competitore principale contro cui correre.

Dal canto suo Giuseppe Conte, dal Nova Festival tenutosi a Milano la due giorni del Movimento 5 Stelle in cui si è parlato dei temi da portare nel centro-sinistra, ha chiamato Giorgia Meloni "Cettina La Qualunque" per attaccarla sul decreto che sospende il bollo auto e moto per il 2027. Probabilmente si voterà ad aprile, o forse a gennaio se domani la maggioranza dovesse andare sotto sulla legge elettorale; quello che è certo è che siamo davanti a una lunga, lunghissima campagna elettorale.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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