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Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in ospedale, dopo essere stata sfrattata dalla sua casa dove viveva da 70 anni a Madrid, nel quartiere chiamato Retiro, la cui proprietà è di un fondo immobiliare che le ha chiesto un aumento del 275% sull'affitto: da 500 € a 2.650 €, ribassato poi a 1.650 €, più del triplo per una donna di 87 anni con il 50% di invalidità e sola.
La storia di Mariacarmen Abascal aveva mobilitato tantissime persone in un Paese come la Spagna, che da un decennio porta avanti le battaglie contro gli affitti brevi, contro un mercato immobiliare puramente speculativo per i grandi fondi e che ha espulso decine di migliaia di persone dai quartieri che si stavano trasformando in quel processo che chiamiamo gentrificazione: ovvero quando i ricchi decidono che un quartiere è interessante per investimenti e dove poter vivere, con gli stessi ricchi che cercano l'autenticità del quartiere, ma che nel momento in cui mettono piede in quelle vie e in quelle case lo stanno già snaturando.
E proprio i quartieri cambiano identità, chiudono negozi, ne aprono altri. I prezzi dei beni iniziano a salire e con essi anche quelli delle case: a quel punto sono i fondi immobiliari ad arrivare a comprare interi palazzi, nel caso dell'Italia spesso direttamente dagli enti pubblici, e a quel punto rialzare drasticamente l'affitto sfrattando chi non può permetterselo e dando le case a chi cerca quell'esperienza di autenticità dei quartieri popolari, che per loro colpa non lo sono più.
L'Italia ha un grande problema di emergenza abitativa, in particolare nelle grandi città e in particolare a Roma, nella capitale, dove il movimento di lotta per la casa ha una sua grandissima tradizione, arriva dalla fine degli anni '70 del secolo scorso e ha attraversato tutti i cambiamenti politici e sociali, ma quell'emergenza è rimasta lì. In un momento storico in cui gli enti pubblici, che una volta facevano costruire e affittavano a prezzi calmierati, rendendo anche il mercato delle case private più accessibile, quegli enti non costruiscono più; e soprattutto la politica ha permesso ai grandi fondi immobiliari di lasciare intere palazzine vuote perché non servono a far entrare i soldi con l'affitto, servono a fare speculazione.
Quando un giorno, tra qualche millennio, qualcuno studierà la nostra società trarranno le conclusioni su di noi, probabilmente non ci definiranno più come sapiens, ma come Homo consumens: ovvero quell'animale che ha messo i consumi e soprattutto l'arricchimento di pochi, pochissimi, al centro della società a discapito del 99% della popolazione globale.
Verrebbe da dire: "è il capitalismo, baby", ma ormai siamo a un livello successivo a quello puramente predatorio e che lascia dietro di sé solo le macerie dell'umanità.