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La vera sicurezza è un salario dignitoso: la storia dei 40.000 fattorini di Glovo

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Circa 40.000 fattorini, in larga parte stranieri, retribuiti con 2,50 euro a consegna: operativi sette giorni su sette, dodici ore al giorno, per un reddito lordo mensile oscillante tra i 700 e i 1.100 euro. È il quadro della condizione lavorativa imposta da Glovo secondo la Procura di Milano che, in coordinamento con l’Ispettorato del Lavoro, ha disposto l'amministrazione giudiziaria per Foodinho, la controllata che gestisce l’app in Italia.

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L’ipotesi di reato è caporalato. L'inchiesta delinea un rapporto di subordinazione totale in cui i rider, formalmente autonomi ma di fatto dipendenti, sono assoggettati a un algoritmo che funge da datore di lavoro senza alcuna intermediazione umana. Il sistema prevede una valutazione basata sulla velocità, la geolocalizzazione costante e solleciti automatizzati qualora la prestazione non rispetti i parametri temporali stabiliti dal software. Questo scenario si inserisce nel più ampio perimetro del lavoro povero, una piaga strutturale del sistema economico italiano. Negli ultimi decenni, mentre i salari reali in Francia e Germania crescevano rispettivamente del 31,5% e del 32,9%, l'Italia registrava una contrazione tra lo 0,1% e lo 0,9%. È l'esito di una politica di compressione dei costi salariali a vantaggio dei dividendi aziendali, che ha generato un impoverimento sistemico della forza lavoro.

Il paradosso della sicurezza e il declino della produttività

In Italia, la rottura del nesso tra produttività e salari è un fenomeno strutturale. Dagli anni '90, a fronte di una produttività del lavoro rimasta piatta, i salari reali hanno subito una contrazione. Mentre altrove l'efficienza generava aumenti retributivi, qui il valore aggiunto è stato drenato da profitti e rendite. Il risultato è un’economia stagnante, dove la competitività si cerca ancora nel basso costo del lavoro anziché nell'innovazione.

Il dibattito pubblico, tuttavia, appare distorto e surreale. L’attuale maggioranza ha costruito il proprio consenso sul concetto di sicurezza, ma la narrazione politica ignora sistematicamente la sicurezza economica e quella fisica sui luoghi di lavoro. Con circa 1.100 decessi registrati nell'ultimo anno – una media di tre morti al giorno – l'emergenza reale è rappresentata da chi esce di casa per lavorare e non vi fa ritorno. Mentre l'attenzione viene dirottata su emergenze fenomenologiche o percepite, come la microcriminalità o il fenomeno dei "maranza", l'inchiesta milanese impone un ritorno alla realtà dei rapporti di forza economici. Non può esservi sicurezza reale senza dignità salariale. L’analisi di oggi parte da qui.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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