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Ecco il testo con le parole chiave evidenziate in grassetto e la correzione dei refusi (come "una casa bagno", "lo Stato che dovrebbe garantire… mentre", "i figli sono dei genitori e che solo possono"), mantenendo rigorosamente inalterati i contenuti e le parole originali.
Chi lo ha detto che i bambini non debbano vivere nel bosco? Nessuno, o almeno, nessuna di quelle persone che si stanno occupando dei bambini di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. In questi mesi abbiamo letto ogni commento possibile, soprattutto di chi urlava contro gli assistenti sociali e i giudici che stavano rubando i bambini a una famiglia perbene. Che poi ricordava quella superstizione dell’Italia rurale e democristiana che diceva che i comunisti rubavano i bambini. Eccolo qui in qualche modo, il collante con le toghe rosse che ci proietta in piena campagna referendaria in un volo pindarico che mette insieme persone che vivono fuori dagli schemi, in un contesto che sembra attingere alle comunità anarchiche o a quelle della decrescita felice di Latouche e che hanno davvero poco a che fare con la destra italiana, tutta ordine e disciplina ma che per convenienza politica ha cavalcato l’onda dei no-vax e delle libertà individuali, contrapposte a quelle collettive. Perché la famiglia nel bosco è la sintesi di questo contrasto tipico dei nostri tempi: una società pronta a difendere la libertà individuale anche a costo di passare sopra quelle collettive, a dire che i figli sono dei genitori e che solo loro possono decidere come crescerli. Vero, ma vale fino a un certo punto (cit. Tajani).
Come la famiglia viene segnalata agli assistenti sociali
Facciamo un passo indietro: Catherine Birmingham e Nathan Trevallion hanno incontrato la prima volta gli assistenti sociali perché i loro figli sono finiti in ospedale per un’intossicazione da funghi a metà ottobre 2025 e perché i carabinieri hanno fatto un'ispezione nella loro casa e hanno trovato una condizione igienico-sanitaria grave e una casa senza bagno e senza elettricità. I bambini non erano nemmeno vaccinati. Cose gravissime a mio avviso, ma non altrettanto gravi come la non scolarizzazione, che non è solo parlare una lingua, leggere e scrivere, ma è socialità, è imparare a stare in un gruppo, in una collettività. Sei libero di scegliere per tuo figlio fin quando stai garantendo a tuo figlio gli strumenti per affrontare il mondo fuori dalla tua roccaforte in mezzo al bosco, perché prima o poi, che lo vogliano o meno i genitori, quel mondo dovranno conoscerlo e solo a quel punto, con gli strumenti necessari ricevuti durante l'infanzia e l'adolescenza, potranno scegliere liberamente se farne parte o se vivere in un eremo o in una casa nel bosco. Lo Stato ormai va poco di moda: dalle tasse alle caste, lo strumento che dovrebbe garantire una vita dignitosa a tutti e tutte è in declino, ma è (ancora) lui il garante. La libertà individuale ha dei paletti e questi sono decisi dalle leggi, che tutelano anche le libertà collettive.
Le libertà individuali e quelle collettive
Lo Stato dovrebbe garantire il diritto alla casa mentre questo governo rinvia il piano per l'edilizia popolare per l'ennesima volta, proprio mentre nelle città gentrificate aumentano gli sfratti. Lo Stato dovrebbe investire nell'istruzione di qualità ma che, con i tagli dei governi, sceglie le classi pollaio e di accorpare gli istituti per risparmiare.
Lo stesso Stato che con il Presidente del Senato, la Presidente del Consiglio e uno dei due vicepresidenti, si schiera per una famiglia che ha scelto di non rispettare le leggi anche quando le viene proposta una casa green e un percorso di inserimento scolastico personalizzato per far recuperare ai bambini gli anni perduti. La scuola e la sanità sono le battaglie storiche per l'emancipazione sociale; d'altronde "anche l'operaio vuole il figlio dottore" era la frase che indignava la famosa Contessa di una canzone di Paolo Pietrangeli.
Una volta erano per l'ordine e la disciplina
La destra che una volta era tutta “ordine e disciplina” oggi invita al Senato chi quelle due parole le rifiuta in toto, anzi le trova talmente ripugnanti che preferisce isolarsi dal mondo. Immaginate se fossero stati del Senegal o della Nigeria, la reazione sarebbe stata la stessa? In questo caso sono bianchi, buon per loro. Esattamente come con i no-vax questa famiglia è utile per attaccare i giudici, che in quanto comunisti non hanno mai smesso di mangiare i bambini, soprattutto quelli dei boschi.
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