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Hillary Clinton, deponendo davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sugli Epstein files, ha impostato una strategia difensiva basata sul contrattacco politico. L'ex Segretaria di Stato ha qualificato l'indagine sui suoi presunti rapporti con il finanziere come una manovra diversiva volta a proteggere Donald Trump. Secondo Clinton, è l'attuale inquilino della Casa Bianca a dover chiarire sotto giuramento la natura dei propri legami con Jeffrey Epstein, spostando così il baricentro della responsabilità etica e giuridica verso la presidenza.
Oltre a Trump, la testimonianza ha coinvolto Elon Musk. Clinton ha citato il contenuto di una mail in cui il proprietario di X e Starlink chiedeva ad Epstein dettagli sulle "feste più sfrenate". Sebbene non vi siano prove di una frequentazione sistematica tra i due, la mail con le richieste di invito proietta un'ombra di sospetto sulla condotta di Musk, ex sodale di Trump in campagna elettorale, ex Doge per l'amministrazione Trump e imprenditore chiave per la sicurezza nazionale.
Tuttavia, la posizione della famiglia Clinton rimane complessa per via delle numerose prove a disposizione della commissione. I piani di volo del jet privato di Epstein registrano la presenza di Bill Clinton in oltre 20 occasioni dopo il termine del suo mandato presidenziale, con indiscrezioni che indicano almeno quattro visite presso l'isola privata di Little St. James. Ci sono inoltre le numerose visite di Epstein alla Casa Bianca durante il mandato di Bill Clinton.
La tattica difensiva dei Clinton poggia sulla tesi dei finanziamenti e degli scopi umanitari: Jeffrey Epstein ha versato contributi significativi alla Clinton Foundation e proprio l'attività filantropica sarebbe la giustificazione della presenza dell'ex Presidente a bordo del "Lolita Express". Questa versione sarà sostenuta nelle prossime ore dallo stesso Bill Clinton davanti alla commissione d'inchiesta.
Durante la sessione a porte chiuse, Hillary Clinton ha denunciato la natura sistemica degli abusi legati al caso Epstein, parlando di un "prezzo umano altissimo" pagato dalle vittime. Il momento di massima tensione si è verificato quando la commissione ha interrogato l'ex First Lady sulla consapevolezza dei massaggi che giovani donne avrebbero praticato al marito durante i viaggi e le visite.
La risposta di Clinton è stata netta e priva di aperture: «Non voglio fare speculazioni. Sono qui per raccontare la verità».
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