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Andrea Delmastro e Giusy Bartolozzi si sono dimessi, rispettivamente, da Sottosegretario alla Giustizia e Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Si sono dimessi dopo il risultato del referendum sulla giustizia, dove il governo e la maggioranza hanno perso con oltre 2 milioni di voti di scarto.
In un paese normale si sarebbero dovuti dimettere ben prima. Giusy Bartolozzi, quando è stato rimpatriato il criminale libico Almasri, perché lei sapeva chi era e ha mentito rispetto alle informazioni date al ministro Nordio. Più recentemente quando in un talk in TV aveva dichiarato che la magistratura è un "plotone di esecuzione" del quale bisognava liberarsi.
Per quanto riguarda Andrea Delmastro, i momenti nei quali si sarebbe dovuto dimettere sono diversi: quando ha confidato al suo coinquilino Donzelli il contenuto di documenti riservati sul carcere di massima sicurezza destinato ai mafiosi e all'anarchico Alfredo Cospito; quando dalla pistola del suo caposcorta, durante una festa di Capodanno, è partito un colpo contro un altro deputato (ex Fratelli d'Italia e ora vannacciano); e in ultimo, pochi giorni fa, quando è emersa la relazione imprenditoriale tra il Sottosegretario alla Giustizia — con delega alla gestione del sistema carcerario — e la figlia diciottenne di un prestanome legato al clan dei Senese, il più importante clan camorristico della capitale che utilizza una serie di ristoranti per riciclare denaro. Uno di quei ristoranti era stato chiuso e successivamente riaperto proprio dalla figlia del prestanome, e in società c'era proprio il Sottosegretario alla Giustizia che, secondo Giorgia Meloni, fino a qualche giorno fa aveva commesso solamente una "leggerezza".
E poi c'è la Ministra del Turismo Daniela Santanchè, con una serie di inchieste in corso sulle sue società, che da tempo si sarebbe dovuta dimettere; invece è rimasta al suo posto. Ieri, Meloni, dopo le prime due dimissioni, ha auspicato la stessa cosa proprio per la titolare del Turismo. Giorgia Meloni che, ancora a caldo, aveva pubblicato un video sui suoi social dove diceva: "Non cambia nulla. È la decisione del popolo italiano e noi la rispetteremo, ma il governo andrà avanti". Ecco, invece in questo momento sta cercando un capro espiatorio, o forse tre: Delmastro, Bartolozzi e Santanchè.
In questi anni però è sempre stata lei il capo, la persona che dava la linea. Difficile oggi dare la colpa a qualcuno di questa sconfitta.
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