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Chi ha il busto di Mussolini vuole insegnarci l’antisemitismo? Quel DDL è bavaglio sulla Palestina

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Il DDL antisemitismo nei prossimi giorni sarà votato alla Camera dei deputati per l'ultima approvazione in Parlamento. Nei giorni scorsi la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai lager nazisti, ha fatto appello alla politica per approvare questa legge, anche con delle modifiche ha detto, sottolineando quanto sia importante approvarla.

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Eppure il dibattito attorno a una legge che dovrebbe essere facilmente condivisibile, a meno che non si sia antisemiti ovviamente, sta causando forti polemiche e contrasti nella politica italiana.

Il nodo della definizione IHRA e l'asse tra maggioranza e centro

Tutto ruota attorno alla definizione dell'IHRA, l'Alleanza Internazionale per la Memoria dell'Olocausto, un'organizzazione intergovernativa fondata nel 1998 che ha come fine quello di promuovere la memoria della Shoah e di portare avanti battaglie proprio contro le discriminazioni.

Il tema però è che l'IHRA viene utilizzata come elemento di pressione su molti governi del mondo da parte del governo israeliano, che utilizza questa associazione come uno strumento per limitare la possibilità di critica nei confronti dello Stato ebraico. E infatti, questo DDL antisemitismo che la maggioranza vuole approvare insieme al supporto di Azione di Calenda, Italia Viva di Matteo Renzi e un pezzo piccolissimo del Partito Democratico, quello che fa riferimento alla cosiddetta area riformista, assume come definizione di antisemitismo proprio quella dell'IHRA, molto criticata a livello internazionale perché equipara le critiche contro lo Stato di Israele all'odio razziale nei confronti degli ebrei.

Dal documentario "Naza" al dissenso: la criminalizzazione della critica a Netanyahu

Proprio ieri mattina vi parlavo del film documentario Naza, che smonta la retorica del diritto di Israele a difendersi e smonta la retorica di come i civili siano stati delle vittime collaterali nel genocidio a Gaza.

Il documentario è stato girato da due registi israeliani ai quali il loro governo vuole togliere la cittadinanza, ma se fosse stato realizzato da registi italiani l'accusa di antisemitismo con questo disegno di legge sarebbe stata dietro la porta. Esattamente come per tutto il movimento che in questi quasi tre anni di operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza ha denunciato i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità di Netanyahu e del resto del suo gabinetto.
Criticare Netanyahu e i suoi ministri non può essere antisemitismo: è la legittima critica a un governo che i suoi sostenitori definiscono addirittura democratico e che per questo dovrebbe accettare le critiche.

Il paradosso della destra e del "free speech" a geometria variabile

In questi anni abbiamo assistito alle accuse della destra che denunciava l'impossibilità di dire ciò che si vuole. Addirittura JD Vance, il vicepresidente statunitense, a Monaco ha attaccato la vecchia Europa vittima della cancel culture e ha elogiato quello che lui definisce free speech, la libertà di espressione. Eppure questa libertà dovrebbe terminare con sanzioni e pene nel momento in cui si critica il loro alleato, quell'avamposto occidentale in mezzo ai paesi arabi, quella che definiscono l'unica democrazia del Medio Oriente.

Dai nostalgici del MSI al DDL: la lezione che non possiamo accettare

È incredibile come in Italia questo disegno di legge sia portato avanti da chi sul proprio simbolo ha la fiamma tricolore che simboleggia lo spirito eterno di Mussolini, che è stato il simbolo del Movimento Sociale Italiano, erede del partito fascista, e che oggi brucia ancora in quello di Fratelli d'Italia.
È incredibile che chi oggi sostiene questo DDL occupi la seconda carica dello Stato e abbia rivendicato orgogliosamente di possedere il busto di Mussolini in casa, abbia come secondo nome Benito e abbia festeggiato recentemente l'anniversario della fondazione del MSI ricordando anche il suo fondatore, Giorgio Almirante, il redattore del Manifesto della Razza, l'irriducibile che a Salò si schierò ancora una volta dalla parte sbagliata della storia.

Davvero mi chiedo possono darci lezioni di antisemitismo questi personaggi? In Italia una legge che lo punisce già c'è: è la legge Mancino, che punisce i reati d'odio con l'aggravante dell'odio su base razziale, etnica e religiosa.

Quello che invece si vuole colpire è il movimento a sostegno della Palestina che da tre anni denuncia il genocidio a Gaza.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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