Partiamo dai contenuti e non da ciò che li ha preceduti e stancamente troppo spesso prendono il posto dei libri e degli scrittori. Sarà quindi un #SalTo2019 che punterà ancora una volta sulla qualità della sua offerta culturale. Dal 9 al 13 maggio quindi Torino riprende il ruolo di capitale morale della cultura italiana e porterà al Lingotto i più grandi autori nazionali e internazionali per la comunità di lettori del nostro Paese: torna il Salone internazionale del Libro di Torino.

Ripartire dai contenuti, abbiamo detto. Nella conferenza stampa di stamattina, nei locali di Student Zone ai Murazzi, il direttore del Salone Nicola Lagioia ha aperto il sipario della prossima edizione: "La principale novità di quest’anno è che il protagonista non sarà  un Paese ospite ma tutti i Paesi di lingua spagnola, perché cultura e lingue non hanno confine" ha dichiarato Lagioia.

Regione italiana ospite, invece, quest'anno saranno le Marche di Giacomo Leopardi, dove ci sarà uno  stand realizzato  da artisti come Dante Ferretti. Al Lingotto saranno celebrati anche diversi anniversari, dal trentennale della caduta del Muro di Berlino al compleanno di alcune case editrici, come Sellerio, la casa editrice siciliana che quest'anno compie mezzo secolo. Omaggi a Primo Levi e Leonardo Sciascia.

Quest’anno, dopo aver letteralmente stracciato la concorrenza di Milano e del suo Tempo di Libri, il Salone del Libro di Torino vede il ritorno dei grandi editori, rappresentati dall'Aie, il che comporterà un aumento di spazi, 13mila metri quadri in più con un doppio ingresso. L'anno zero del Salone di Torino, sembra essere arrivato. Nuovo marchio, nuova struttura, nuovo percorso dopo la guerra con Milano. Resta la squadra consolidata che ha finora restituito, nei tre anni di direzione Lagioia, slancio alla più importante kermesse dedicata al libro nel nostro Paese. Che si apra il sipario.