Soltanto uno su 23 presenta le caratteristiche tipiche della variante indiana. Questi i risultati del sequenziamento sui tamponi a cui si sono sottoposti i passeggeri del volo Air India AI 1123 proveniente da Delhi e atterrato mercoledì 28 aprile all'aeroporto di Fiumicino (l'ultimo volo atterrato in Italia prima dell'ordinanza firmata da Speranza). A bordo c'erano 213 persone, di cui 28 bambini e tre neonati. In 23 sono risultati positivi al coronavirus e i loro campioni biologici sono stati inviati all'Istituto Spallanzani di Roma per l'individuazione delle varianti. L'obiettivo era capire se si trattasse di casi di variante indiana: nel mese di aprile 2021 in quel Paese, in coincidenza con un aumento vertiginoso dei contagi, è stata identificata la variante denominata B.1.617, caratterizzata, spiegano gli esperti, da due mutazioni chiave nella proteina spike (L452R e E484Q). Al momento, ribadisce l'Istituto Spallanzani in una nota ufficiale, non è stata dimostrata una maggiore contagiosità e patogenicità di questa e di altre varianti indiane. In effetti dei 23 passeggeri risultati positivi, come detto, uno è risultato affetto da variante B.1.617 del virus Sars-CoV-2, ma altre 12 infezioni sono risultate riconducibili ad altri ceppi indiani.

Spallanzani: "Non dimenticare che lotta è al virus, non a varianti"

Per quanto riguarda le varianti in generale, spiega ancora lo Spallanzani, "è importante studiarle e monitorarle per adeguare le misure di prevenzione e di contenimento, ma è prevedibile che nuove varianti sicuramente continueranno ad emergere e a diffondersi, come è nella natura dei virus. L'importante è non dimenticare che la lotta è al virus e non alle singole varianti".

Continuano i test sulla comunità indiana di Latina: per ora nessun caso di variante indiana

Continuano gli screening sulla comunità Sikh di Latina, ma per il momento nessuna infezione è da attribuirsi alla variante indiana, sottolinea ancora l'Istituto Spallanzani. La situazione verrà comunque monitorata anche in futuro grazie alla collaborazione delle squadre USCAR della Regione Lazio. Oggi sono in programma, per esempio, 500 test a Borgo Hermada, una frazione di Terracina abitata da famiglie indiane impegnate a lavorare nelle aziende agricole della zona. Bella Farnia, una frazione di Sabaudia, Latina, è stata dichiarata ‘zona rossa' poiché 86 persone su 560 sono risultate positive al tampone rapido e adesso sono state sottoposte ai molecolari. "È stato fatto un cordone di sicurezza sanitario in via precauzionale, anche perché sono tutti asintomatici. Gli altri 200 non si sono sottoposti volontariamente al tampone, ma sono stati verificati tutti i nuclei e se ci saranno positivi tra le persone testate anche i contatti stretti saranno sottoposti a tampone e quarantena", ha spiegato la sindaca di Sabaudia, Giada Gervasi, ai microfoni della trasmissione ‘L'Italia s'è desta'.