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Viaggi della Memoria, scontro in Regione Lazio: “Da Rocca una legge che confonde Shoah e foibe”

In Regione Lazio si sta votando sulla proposta di legge sui Viaggi della Memoria. Ma le opposizioni attaccano: “Si facciano due leggi distinte”.
A cura di Francesco Esposito
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"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario". Questa famosa frase dello scrittore e sopravvissuto all'Olocausto Primo Levi è contenuta nella relazione introduttiva della proposta di legge per la promozione e la valorizzazione dei "Viaggi della Memoria", in votazione in Regione Lazio da mercoledì 21 gennaio 2026. Peccato, però, che nel testo si faccia riferimento solo a "drammatici eventi legati alla storia del Novecento". Una definizione che ha suscitato lo sconcerto delle opposizioni.

"La superficialità e l’arroganza con cui il centrodestra sta affrontando la legge sui viaggi della memoria e del ricordo sono per noi incomprensibili", dichiarano in una nota congiunta i capigruppo Mario Ciarla (PD), Marietta Tidei (Italia Viva), Adriano Zuccalà (Movimento 5 Stelle), Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista), Alessio D’Amato (Azione), Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).

Le opposizioni contro la proposta di legge: "Sovrapporre le tragedie è un errore"

La proposta di legge è stata presentata dal consigliere di Forza Italia Cosmo Mitrano ad agosto 2023, ma arriva in votazione in Consiglio regionale quasi tre anni dopo. Il testo si propone di dare una definizione di "viaggio della memoria", di valorizzarne l'importanza pedagogica e di stabilire un finanziamento di 200mila euro l'anno per iniziative di questo genere presentate da scuole ed enti locali del Lazio.

"Un provvedimento che doveva sostenere e promuovere i viaggi della memoria è stato trasformato in un’operazione confusa, che ne snatura il senso originario e cambia le carte in tavola", aggiungono i capigruppo.

Da mercoledì 21 gennaio i partiti di opposizione si sono coordinati per presentare numerosi emendamenti e fare ostruzionismo al provvedimento che, allo stato attuale, equipara fatti storici drammatici e atroci semplicemente non nominandoli.

"In Aula abbiamo chiesto con forza che, per un dovere di precisione storica, non venissero confusi piani diversi, pur nella condanna totale dei massacri delle foibe. Ricordare tutte le tragedie del Novecento è doveroso, ma sovrapporle è un errore storico, morale e politico", aggiungono. "La Shoah resta un unicum: un genocidio pianificato e sistematico, frutto di un progetto di sterminio senza precedenti. Le foibe furono una tragedia gravissima, con crimini anche contro civili innocenti, ma vanno lette nel loro specifico contesto storico di guerra e di confine. Ignorare i contesti non rafforza la memoria, la rende confusa".

"Nessun riferimento alle tragedie storiche e alle giornate commemorative"

Non è solo l’equiparazione silenziosa a essere criticata dalle opposizioni, che parlano di "sciatteria del testo, privo di riferimenti alle tragedie storiche da cui nascono i viaggi della memoria e alle leggi nazionali che istituiscono le giornate commemorative".

La seduta del Consiglio regionale di mercoledì 21 gennaio è stata sospesa alle 21, dopo che tutti gli emendamenti presentati sono stati respinti. La votazione della proposta riprenderà nel pomeriggio di giovedì 22, ma Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno già presentato numerosi ordini del giorno alternativi per rallentare i lavori.

"Chiediamo alla maggioranza di fermarsi, di procedere con due leggi distinte e di uscire da una pericolosa confusione storica", continuano i capigruppo d'opposizione. "Il centrodestra regionale continua invece a produrre leggi bandiera, inutili e prive di effetti concreti e di risorse adeguate. Noi crediamo che la politica debba essere utile e che le leggi regionali debbano produrre risultati reali, non limitarsi a dichiarazioni di principio tanto confuse quanto inefficaci".

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