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Omicidio Primavalle, Michelle Causo uccisa a Roma

Un parco giochi sarà intitolato a Michelle Causo nel “Bronx” di Torrevecchia

Un parco giochi per bambini fra il Bronx di Torrevecchia e la casa in cui abitava sarà intitolato a Michelle Causo, la ragazza di 17 anni uccisa lo scorso giugno.
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A cura di Beatrice Tominic
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Omicidio Primavalle, Michelle Causo uccisa a Roma

Un parco giochi sarà intitolato a Michelle Causo, la ragazza di 17 anni trovata morta dentro ad un sacco della spazzatura gettato in un carrello lo scorso 28 giugno: lo ha stabilito questo pomeriggio il consiglio del XIII Municipio, l'Aurelio, lo stesso in cui la diciassette viveva ed è stata uccisa. L'area sorgerà fra casa in cui Michelle viveva con la sua famiglie e la zona del Bronx di Torrevecchia, in via Francesco Giovanni Commendone.

La proposta in Consiglio di Municipio

La mozione è stata proposta dai consiglieri di Fratelli d'Italia, Marco Giovagnorio e Simone Mattana. Per loro dovrà rappresentare un punto di partenza nella sensibilizzazione delle nuove generazioni sul tema della violenza di genere e un nuovo spazio per la vita, ricordando Michelle Causo. La proposta è stata accettata all'unanimità dal consiglio di municipio, ma c'è chi sottolinea l'importanza di rimodulare il rapporto con le periferie, come quella in cui viveva Michelle.

"L'intitolazione a Michelle Maria Causo è un atto dal forte simbolismo, anche e soprattutto per il territorio, i familiari e gli amici della vittima", ha dichiarato a Fanpage.it Maristella Urru, consigliera di Aurelio in Comune. "Ma c'è bisogno di iniziare a costruire una narrazione mediatica diversa di quelle periferie e di mettere in campo azioni di rigenerazione urbanistica e sociale", ha poi aggiunto.

L'assassinio di Michelle Causo

L'avrebbe uccisa per quindici euro, questo è quanto sostenuto dal killer di Michelle Causo. Da verità, però, potrebbe essere diversa rispetto a quanto ha dichiarato durante quell'interrogatorio. Aveva spiegato di averla uccisa dopo essere stato minacciato sulla pistola, ma dal risultato della perizia tecnica sull'arma, che poi si è rivelata essere un giocattolo, non risultano le impronte digitali della ragazza. Il giovane, coetaneo della ragazza, dopo un periodo a Regina Coeli è stato trasferito in un altro carcere, in nord Italia, perché rischiava il pestaggio.

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