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Omicidio Stefania Camboni a Fregene

Uccide la suocera, Giada Crescenzi accusa il fidanzato: “Ha ammazzato la madre”. Lui la denuncia per calunnia

Oggi inizierà il processo nei confronti di Giada Crescenzi, accusata di aver ucciso a coltellate la suocera Stefania Camboni. La donna ha provato ad accusare il fidanzato e figlio della vittima.
A cura di Simona Berterame
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Inizia oggi il processo nei confronti di Giada Crescenzi, accusata di aver ucciso con più di 30 coltellate la suocera Stefania Camboni nella sua villetta a Fregene. Un giudizio immediato disposto dal gip di Civitavecchia e che si svolgerà nell'aula bunker di Rebibbia davanti alla Terza Corte d'Assise di Roma, competente per i reati più gravi.

Nel frattempo il suo compagno Francesco Violoni (prima indagato e ora archiviato) ha presentato una denuncia per calunnia nei confronti di Giada Crescenzi. "Una scelta inevitabile – spiega l'avvocato di Francesco Violoni Massimiliano Gabrielli – lei l'ha accusato di essere l'assassino della madre".

Le diverse versioni e i tentativi di depistaggio

Giada Crescenzi viene ascolta a poche ore dal delitto e durante questo primo interrogatorio afferma "di aver dormito profondamente nella notte e non aver sentito rumori provenienti dal piano superiore dell'abitazioni". Ha raccontato poi di aver scoperto il cadavere insieme al compagno verso le 7 della mattina aggiungendo di non aver mai avuto  particolari contrasti familiari e di convivenza con la vittima. Per gli inquirenti quello sarebbe stato un primo tentativo di depistare le indagini verso una rapina finita male. Chi indaga non le crede e la Crescenzi viene arrestata con l'accusa di omicidio volontario. A giugno la donna viene interrogata di nuovo e stavolta punta il dito verso il suo compagno Francesco Violoni.

"Sono salita di sopra ed ho visto la scena, sono andata in blackout e lui mi minacciava pesantemente di uccidermi se non facevo quello che diceva lui. – si legge nel verbale interrogatorio reso davanti al pubblico ministero – lui ha continuato a minacciarmi dicendomi di mettere a soqquadro la casa". Violoni dopo queste dichiarazioni viene indagato ma le telecamere dell'aeroporto di Fiumicino, dove lavora come guardia giurata, lo collocano lontano dall'omicidio. L'uomo infatti viene ripreso poco prima delle 23 dalle telecamere della reception. Alle 23.31 Stefania manda un ultimo messaggio vocale ad un'amica. Da questo si evince un dato preciso: quando il figlio aveva già iniziato il suo turno di lavoro, la madre era ancora viva.

Le tre telefonate e le ricerche online

Gli indizi più importanti su questo delitto sarebbero stati trovati proprio all'interno del telefonino di Giada Crescenzi. Tre telefonate alla suocera verso le due di notte, effettuate quando entrambe si trovavano in casa. Cosa si sono dette  le due donne? E perché chiamarsi nel cuore della notte quando a dividerle c'era solo un piano della stessa villetta? Non sappiamo se alla base delle conversazioni ci fosse un litigio. Sappiamo con certezza invece le ricerche sul telefonino effettuate dalla Crescenzi subito dopo: come avvelenare una persona" oppure "veleni in casa: quali sono e come difendersi". Le ricerche continuano fino quasi alle 4 di notte, poi viene registrata un'ora circa di inattività del telefono (compatibile con l'orario del delitto) e dalle 5 di mattina iniziano nuove ricerche: come togliere il sangue dal materasso.

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