Tevere balneabile, al via la fase operativa: quattro gruppi di lavoro per la riqualificazione del fiume

Il progetto per rendere il Tevere balneabile entra nella sua fase operativa. Martedì 13 gennaio 2026 si sono riuniti tutti i soggetti istituzionali e scientifici che coordineranno l'opera di riqualificazione ambientale ed ecosistemica del fiume di Roma e si sono costituiti i quattro gruppi di lavoro tematici che studieranno i vari aspetti dell'impresa su cui il sindaco Roberto Gualtieri ha spinto tanto.
"Come Amministrazione – ha dichiarato l'assessora all'Ambiente Sabrina Alfonsi – abbiamo valorizzato il rapporto tra il fiume e la città attraverso il Masterplan del Parco Lineare Fluviale e la realizzazione dei cinque nuovi parchi fluviali, a cui adesso si aggiunge un percorso scientifico e condiviso tra istituzioni, università, enti di ricerca e cittadini per migliorare la qualità delle acque e ricostruire l’ecosistema fluviale".
I quattro gruppi di lavoro per il Tevere balneabile
I lavori saranno coordinati da Agostina Chiavola, professoressa di ingegneria sanitaria ambientale dell’Università La Sapienza. Il primo dei gruppi tecnici, presieduto da Roma Capitale e Città Metropolitana, si concentrerà sulla raccolta dei dati sulle azioni già effettuate e sulle progettazioni avviate o finanziate che riguardano sia il Tevere che l'Aniene. Un intervento anche sull'affluente è considerato indispensabile per l’obiettivo di risanamento e per una futura balneabilità del fiume.
Il secondo dei tavoli sarà, invece, seguito dall’Istituto Superiore di Sanità e dall'Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio e si occuperà di individuare e monitorare gli agenti contaminanti che possono avere un effetto sulla salute dell’uomo, oltre a quelli che bisogna controllare in base alla vigente normativa sulla balneazione.
Il terzo e il quarto tavolo tecnico studieranno le caratteristiche idrologiche del fiume e il censimento e degli scarichi, autorizzati e non, per il Tevere e per l'Aniene. Uno sarà coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, mentre l’ultimo dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Le varie autorità scientifiche e istituzionali coinvolte lavoreranno in parallelo, redigeranno dei rapporti intermedi sullo stato dei lavori e produrranno tutti i documenti necessari alla presentazione al pubblico delle attività svolte.