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Testicoli tagliati con le forbici, pugni e schiaffi: così gli agenti torturavano i minori a Casal del Marmo

Torture e minacce con forbici e chiavi inglesi, queste alcune delle violenze che sarebbero andate in scena nel carcere minorile di Casal del Marmo a Roma.
A cura di Francesco Esposito
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L’istituto penale minorile di Casal del Marmo (Lapresse)
L’istituto penale minorile di Casal del Marmo (Lapresse)

Violenze, torture e minacce. Così sarebbe diventata la vita nell'istituto penale minorile di Casal del Marmo per almeno tredici ragazzi fra i quindici e i diciannove anni fra febbraio e novembre 2025. Dieci agenti della polizia penitenziaria, oggi indagati dalla procura di Roma, avrebbero in più occasioni picchiato, ferito e minacciato – anche con forbici e chiavi inglesi – i giovanissimi detenuti. Per raccogliere ulteriori elementi di ricostruzione dei fatti e chiarire la posizione degli accusati, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Alessandro Giannetti ha disposto che i tredici ragazzi vengano ascoltati per raccontare quanto succedeva nelle celle, nei corridoi e anche nell'infermeria del carcere minorile.

Torture e minacce nel carcere minorile di Casal del Marmo

Tortura è l'accusa contro gli agenti Tony Ruotolo e Agostino Piccioni. Come si legge nell'ordinanza di incidente probatorio, i due avrebbero procurato "acute sofferenze fisiche" a un giovane di appena quindici anni. Prima Piccioni gli avrebbe tirato un pugno in un occhio, poi lo avrebbero portato in infermeria, dove il ragazzo sarebbe stato sottoposta a una tortura fisica e psicologica. Secondo la pubblico ministero Rosalia Affinito e il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, infatti Ruotolo "minacciava di tagliargli i testicoli e nel contempo gli pungeva con una forbice un testicolo procurando l'uscita di sangue, così cagionandogli lesioni".

Le violenze di notte e dove le telecamere non potevano riprendere

Oltre a loro, altri cinque agenti sono accusati di lesioni aggravate in concorso e continuate. Stando a quanto raccolto dalla procura, le violenze contro i detenuti erano sistematiche. Calci, pugni, percosse con oggetti di ferro colpivano i corpi dei giovani "frequentemente di notte, in zone non coperte dal sistema delle telecamere e per ragioni futili". Così avveniva che un agente "con fare minaccioso avvicinava una chiave di ferro al viso del detenuto". Se il ragazzo reagiva arrivavano gli schiaffi e le percosse che iniziavano nei corridoi per poi proseguire in infermeria.

Una lunga serie di violenze aggravate dalla futilià e dall'abuso di potere, che i poliziotti avrebbero cercato di coprire redigendo falsi verbali in cui spiegavano che erano stati aggrediti e di aver, quindi, solo risposto con "un dispositivo di contenimento per eliminare la resistenza".

Settimana prossima l'udienza dei giovani detenuti

I giovani considerati persone offese sono tutti nati all'estero o di origine straniera e cinque di loro si trovano ancora presso l'istituto di Casal del Marmo. Sia loro che gli altri, oggi in altri case circondariali o comunità del Lazio e non solo, dovranno testimoniare davanti ai giudici la settimana prossima. Non è da escludere che a seguito dell'udienza l'inchiesta possa allargarsi. Alcuni di loro, infatti, hanno raccontato anche di aver visto gli agenti operare sotto l'effetto di alcol e droghe pesanti.

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