Stagnola per isolarsi a casa: così vivevano i genitori del neonato trovato tra droga e rifiuti a Roma

Un no vax ossessionato dai complotti. Così viene descritto M., il 49enne padre di un neonato di 15 giorni che il 31 marzo è stato scoperto dalla polizia locale del VII Gruppo Appio in un appartamento, a cavallo tra i quartieri di Pietralata e Casal Bertone, tra rifiuti, muffa e sostanze stupefacenti. Il piccolo sarebbe stato trovato disidratato e con un quadro clinico non ottimale, tanto da essere subito portato in ospedale per effettuare una serie di accertamenti. M. sarebbe stato arrestato per spaccio mentre la sua compagna e madre del bimbo, una donna di 31 anni, è stata denunciata.
Il negozio di cannabis e le teorie del complotto
A pochi passi dall'abitazione dove è avvenuto il blitz che ha portato all'arresto del padre del bambino, c'è una saracinesca abbassata. Si tratta del negozio di cannabis light gestito da M. da diversi anni e che recentemente era stato trasformato in una sorta di erboristeria."Ieri la compagna è venuta qui – rivela un commerciante il cui negozio è sulla stessa via – ha alzato di fretta la saracinesca, non so se per prendere o lasciare qualcosa e poi è andata via. L'ho riconosciuta e già la notizia aveva iniziato a girare ma non potevo credere fosse davvero lei la mamma di quel neonato".
Vaccini, microchip, scie chimiche, teorie alternative fra le più strampalate. Tutto il pacchetto completo del vero complottista, secondo i racconti di chi lo conosceva. Teorie sposate dall'uomo e condivise anche dalla sua compagna. Alcuni residenti si spingono oltre, descrivendo lui come una sorta di curatore o sciamano. Non avrebbero avuto un telefono cellulare per evitare di essere spiati (va detto però che al loro negozio di cannabis light è associato un numero di cellulare che ad oggi risulta spento) e utilizzavano la carta stagnola per proteggersi da presunte radiazioni.
La prima gravidanza
In molti ricordano la donna incinta già più di un anno fa. Nessuno però l'aveva poi vista insieme ad un neonato. "Non le abbiamo chiesto nulla, abbiamo pensato che la gravidanza non fosse finita bene ed essendo un argomento delicato abbiamo preferito farci i fatti nostri", racconta a Fanpage.it la titolare di un bar vicino a dove abitava la coppia. Ed infatti è emerso che nel 2025 la donna avrebbe dato alla luce un bambino, partorendo in casa senza assistenza medica. Il piccolo è deceduto pochi giorni dopo la nascita, a causa di una meningite fulminante e di un’infezione polmonare provocate dall’ingestione di liquido amniotico. Per quella morte assurda è in corso un procedimento penale in cui i due sono accusati di omicidio colposo. Nessuno ricorda di aver visto la coppia con un neonato neanche in tempi più recenti, ovvero con quel bambino che ora gli è stato tolto.