Sofia Di Vico morta per shock anafilattico, l’allergologo: “Il quarto caso a Roma, si poteva evitare”

Sofia Di Vico è morta per quello che si sospetta fortemente essere uno shock anafilattico. La quindicenne aveva una grave allergia al lattosio. Fanpage.it ha intervistato Alessandro Fiocchi, responsabile dell'Unità Operativa Complessa (UOC) di Allergologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma rispetto a cos'è uno shock anafilattico, come prevenirlo e come intervenire.
Come si verifica uno shock anafilattico e in quali tempi?
Non è la prima volta che accade un fatto del genere a Roma: si sono verificati altri tre casi analoghi tra novembre 2024, una morte evitabile. Le allergie alimentari corrispondono in ordine di pericolosità a latte, arachidi, noci e nocciole. Seguono uova e pesce. C'è chi nasce allergico e chi lo diventa nel corso della vita. È più frequente che ciò avvenga in età giovanile, ma può capitare anche da adulti. Nel corpo abbiamo batterie di anticorpi che sono di diverse classi. Tra queste ci sono delle classi che si chiamano IGE, originariamente deputate al controllo delle infezioni parassitarie. Nel mondo moderno sono praticamente inutili, restano come un residuo arcaico: in alcune persone riconoscono pericolose sostanze che non lo sono, scatenando reazioni violente che aggrediscono l'organismo, fino ad arrivare a esiti fatali. Ciò che accade non è solo una crisi respiratoria, ma coinvolge tutti gli organi e apparati: la pelle con l'orticaria, la bocca con il gonfiore, il naso con la starnutazione, i polmoni con la chiusura dei bronchi. A determinare la morte è la crisi cardiovascolare. Il tempo in cui si verifica uno shock anafilattico può essere variabile entro l'ora, massimo due ore: infatti si parla di reazioni allergiche immediate. Questo è il tempo per intervenire con gli strumenti d'emergenza.
Cosa deve portare sempre con sé chi ha un’allergia grave e come si interviene in caso di shock anafilattico?
Ci sono due cose che le persone con un'allergia grave devono portare con sé: l'antistaminico e l'autoiniettore di adrenalina. Se la reazione non è grave e si manifesta ad esempio con un'orticaria, l'antistaminico sarà sufficiente. Quando la reazione è seria serve iniettare adrenalina e andare subito al pronto soccorso. Il cortisone, contrariamente a quanto spesso si pensa, serve a poco, perché agisce in un tempo non utile per chi ha in corso uno shock anafilattico. Che un autoiniettore di adrenalina non funzioni è molto raro accada: è uno strumento semplice, con una molla al suo interno, che scatta automaticamente quando viene premuto. Può succedere invece che venga usato male, senza rimuovere il tappo o alla rovescia. È capitato infatti che persone si sono autoiniettate adrenalina per errore nel pollice mentre cercavano di soccorrerne altre. Fondamentale è un'educazione all'uso dell'autoiniettore, che viene fornita dagli ospedali.
Tra clienti con allergie gravi e ristoranti possono capitare errori di comunicazione…
Sì, purtroppo possono capitare errori nella comunicazione di un'allergia grave. La barriera linguistica, pensando ad esempio alle due turiste morte a Roma, che potrebbero non essersi spiegate bene ai ristoranti. Oppure la barriera concettuale, ossia essere chiari sul fatto che si tratti di una sensibilità (come ad esempio al lattosio) oppure di un'allergia grave. Nel primo caso infatti un ristorante può utilizzare del latte senza lattosio per le preparazioni, mentre nel secondo l'attenzione è molto alta e basta veramente la contaminazione di una stoviglia lavata male a scatenare una reazione potenzialmente mortale.
Quali procedure devono seguire i ristoranti quando un cliente li informa di un'allergia grave?
Ristoranti, mense, strutture ricettive che si occupano della somministrazione di cibo hanno un disciplinare della Comunità Europea che li obbliga all'esposizione degli allergeni e al controllo secondo le regole Haccp. Quando un cliente comunica un'allergia grave deve essere allertata l'intera filiera, dal cameriere al cuoco. La verità è che un bambino con un'allergia grave, prima di andare a mangiare in un ristorante, deve essere messo in protezione con delle cure di prevenzione come i farmaci anti IGE, che possono veramente cambiare la vita del paziente.