Sequestra la ex minorenne in un b&b: “Mi hai disobbedito, ora sporgiti dalla finestra così ti spingo bene”

Un uomo di trent'anni è stato condannato a nove mesi di reclusione con l'accusa di stalking per aver perseguitato la ex fidanzata, all'epoca minorenne, con ripetuti insulti, pedinamenti e minacce di morte. La giovane aveva raccontato di essere anche stata sequestrata e violentata dall'ex, ma i giudici della quinta sezione hanno riconosciuto il reato di stalking aggravato e non quello di violenza sessuale e sequestro di persona. Il pubblico ministero, infatti, aveva chiesto nove anni di carcere per la gravità dei reati contestati, ma il 30enne è stato condannato a nove mesi.
La vicenda è riportata da Il Messaggero. I fatti contestati si sono svolti da marzo 2019 a febbraio 2023, in un periodo in cui la ragazza era ancora minorenne. I due, come succede spesso tra ragazzi molto giovani, stanno insieme ma poi si lasciano, la storia finisce. Ciò che succede dopo, invece, va molto al di là di ciò che può essere considerato normale: l'ex comincia a perseguitarla, non accetta che la relazione sia finita, rifiuta la sua decisione. Le manda messaggi dai social, le fa telefonate notturne spesso anonime, la contatta in ogni modo, e si fa puntualmente trovare nei posti che lei frequentava. Una situazione per lei terribile, tanto che una volta – trovandoselo davanti mentre aspetta la metro a Flaminio – si sente male. Approfittando della situazione lui la spinge a seguirlo in albergo, dice per farla sentire meglio. Cosa che non succede: secondo l'accusa proprio qui la sequestra e la violenta, ma la circostanza non è stata riconosciuta dai giudici.
Nel 2022 i due ragazzi si riavvicinano. Il comportamento di lui però, non cambia. Insulta la ragazza, la prende a schiaffi, minaccia la sua famiglia e lei. Quando la giovane decide di interrompere nuovamente la relazione, lui aumenta i comportamenti persecutori: la insulta, va sotto casa sua, le invia foto intimidatorie e poi la costringe a seguirla in un bed and breakfast. Ed è qui che la minaccia di morte, dicendole di essere dovuto andare sotto casa sua perché lei gli aveva disobbedito, e "affacciati bene alla finestra, sporgiti e guarda meglio che sta piovendo cosi ti posso spingere bene, così risolvo il problema, la faccio finita con questa situazione, perché da quando ci siamo lasciati tu per me sei solo un problema perché ti devo tenere a bada". Adesso, la condanna.