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Seif Bensouibat è libero dal Cpr di Ponte Galeria: “Ora faremo ricorso contro l’espulsione”

Il 37enne algerino licenziato e poi espulso per un post pro Palestina, è stato liberato dal Cpr di Ponte Galeria questa mattina. Ora la battaglia legale prosegue “per il ripristino dello status di rifugiato e il ritiro del decreto di espulsione”.
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Seif Bensouibat è libero, ad aspettarlo fuori dal Cpr di Ponte Galeria ci sono i suoi amici, gli stessi che ieri hanno partecipato numerosi al presidio di solidarietà. “Non è stato convalidato il trattenimento nel centro per il rimpatrio di Ponte Galeria –  spiega l’avvocato di Bensouibat, Flavio Rossi Albertini a Fanpage.it – adesso abbiamo trenta giorni per ricorrere anche al decreto di espulsione”.

L’educatore algerino che a causa di un suo post su Instagram è stato sospeso, poi licenziato e infine rinchiuso nel Cpr di Ponte Galeria senza più lo status di rifugiato che gli aveva permesso di vivere in Italia per dieci anni, adesso tornerà a casa, dal suo cane che ha dovuto lasciare da un momento all'altro quando la Digos lo ha prelevato.

Abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo che era quello di tirare Seif fuori da questa galera, dal Cpr, che non è un posto per esseri umani. Adesso però bisogna essere cauti perché siamo ancora in attesa di capire cosa accadrà con il decreto di espulsione”. A parlare è  Giuseppe un amico di Bensouibat, che ci risponde mentre sta correndo a prenderlo: “È importante, però, non abbassare la guardia e l’attenzione mediatica sul caso di Seif, non solo per lui ma per tutte le persone che come lui sono rinchiuse dentro questi luoghi in cui viene continuamente calpestata la dignità umana”.

Con Seif Bensouibat stamane c'era anche Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, che sul suo profilo Instagram ha scritto "Una buona notizia, ma non finisce qui: c'è ancora in piedi l'espulsione e c'è da occuparsi della revoca del suo status di rifugiato".

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