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Sede Autorità Antiriciclaggio europea sarà a Francoforte: un’altra sconfitta per Roma e Meloni

Scelta Francoforte per ospitare la nuova Autorità Europea Antiriciclaggio (AMLA, Anti-Money Laundering Authority). Dopo la sconfitta per Expo 2030, un’altra disfatta per Roma e per il Governo italiano.
A cura di Enrico Tata
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La sede della nuova Autorità Europea Antiriciclaggio (AMLA, Anti-Money Laundering Authority), che verrà costituita nel 2024, sarà a Francoforte, Germania. Dopo la sconfitta per Expo 2030, un'altra disfatta per Roma. Insieme a Francoforte le città candidate erano Madrid, arrivata seconda per il ministro dell'Economia spagnolo, Vilnius, Riga, Parigi, Bruxelles, Vienna e Dublino.

"Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso che la nuova Autorità europea antiriciclaggio avrà sede a Francoforte. L'Amla svolgerà un ruolo chiave nella lotta alle attività finanziarie illecite nell'Ue. Con oltre 400 dipendenti, inizierà le sue attività a meta' del 2025", ha informato ieri in una nota la presidenza belga del Consiglio dell'Unione Europea.

Stando a quanto si apprende, a votare erano in 54, 27 voti per il Consiglio dell'Ue, tanti quanto sono gli Stati membri, e 27 voti per il Parlamento Europeo. Francoforte avrebbe vinto con 28 voti, ottenuti a scrutinio segreto. Roma sarebbe rimasta fino alla fine nel gruppo delle papabili, ma avrebbe conquistato soltanto quattro voti, finendo dietro anche a Madrid e Parigi.

Se per il Partito democratico le colpe della sconfitta sono tutte da attribuire al governo guidato da Giorgia Meloni, per altri, invece, anche il sindaco Gualtieri ha qualche responsabilità. Scrive il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani, su X: "Dopo la disfatta per Expo2030 e il flop sulla presidenza BEI, un altro fiasco per il nostro Paese. La "nuova centralità" che l'Italia avrebbe acquisito in Europa e nel mondo grazie al governo Meloni è una bufala. La realtà, purtroppo, è quella – assai deprimente – di ministri che si dedicano anima e corpo alla propaganda ma non presidiano i dossier e non sanno farsi valere nei luoghi che contano".

Per i consiglieri capitolini di Italia Viva, Francesca Leoncini e Valerio Casini, il sindaco Gualtieri non può dirsi senza colpe in questa pesante sconfitta per la Capitale: "Un'umiliazione. Roma raccoglie solo 4 voti e conferma la scarsa autorevolezza in Europa del Governo Meloni e del ministro Tajani in particolare. Ma è una brutta sconfitta anche per il sindaco Gualtieri, che si era speso molto negli ultimi mesi a supporto di questa candidatura con il progetto Rome for Amla e con il coinvolgimento nei lavori di un tavolo tecnico appositamente costituito anche di Banca d'Italia, Guardia di Finanza e Cassa depositi e prestiti. La Giunta perde insomma un'altra partita importante ma a rimetterci, ancora una volta, è soprattutto la città, che deve rinunciare all'ennesima opportunità di rilancio internazionale".

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