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“Per me tu sei morta”, maltratta la figlia 12enne del nuovo marito e la caccia di casa: a processo

Insultava la figlia del nuovo marito e la maltrattava fino a cacciarla di casa. La ragazzina è stato costretta ad andare a vivere dai nonni. Per la donna scatta il processo.
A cura di Beatrice Tominic
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Umiliata e maltrattata dalla nuova moglie del padre: è quanto ha dovuto subire per anni una ragazzina di 12 anni. La donna, che l'ha insultata e mortificata, fino a cacciarla di casa per mandarla a vivere dai nonni paterni, si trova a processo per maltrattamenti per aver sottoposto la bambina ad un regime familiare vessatorio e degradante, costringendola a continue violenze morali. "Per me sei morta", le avrebbe urlato in faccia una volta.

La storia della piccola

A raccontare la storia della piccola, il Corriere della Sera nella sua edizione romana. Il padre della bambina, una volta separato dalla madre della bambina, si è risposato con una donna istruita ed elegante. Ma che in poco tempo ha iniziato a manifestare nei confronti della piccola una parte totalmente anaffettiva, come sottolineato nel capo d'imputazione. Durante la loro convivenza la donna, oggi quarantunenne, ha umiliato la bambina, insultandola e ignorandola. La situazione è peggiorata dopo la nascita del fratellastro della ragazzina, difeso a prescindere dalla madre che, per la figlia del marito.

Cacciata di casa dalla nuova moglie del padre

Non solo insulti e mortificazioni: la donna con i suoi comportamenti aggressivi è arrivata a cacciare di casa la bambina, che si è stabilita dai nonni paterni. "Per me tu sei morta, sei una stronza", le diceva. Davanti al padre, le chiedeva, con sarcasmo, se potesse stare accanto al marito, non appena la ragazzina accennava gesti di affetto verso di lui.

"Una volta ero in macchina con lei ed il fratellino, mia moglie ci telefonò in vivavoce – ha spiegato nell'udienza di ieri il padre – Il piccolo si lamentò dei dispetti da parte della sorellastra e mia moglie si alterò immediatamente, iniziò ad urlarle contro e a me chiese di punirla. Ho visto cambiare il volto di mia figlia dallo specchietto retrovisore".

Il processo

Per tutte queste ragioni la pm ha ottenuto il rinvio a giudizio nei confronti della donna, accusata di maltrattamenti nei confronti della bambina. Quelle che ha dovuto subire, come ha specificato la stessa pm nella documentazione presentate per il processo, si tratterebbero di vere e proprie "violenze morali" nei confronti della piccola, costretta a subire angheria e mortificazioni in così tenera età, dopo un passato già turbolento con la mamma. Così la vicenda arriva in tribunale: dopo il papà della piccola, ascoltato ieri, il prossimo 11 luglio toccherà ai nonni paterni fornire la loro versione davanti al giudice.

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